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Comune Catania, caso Li Destri: un licenziamento che non convince

CATANIA

«Le clausole del contratto sono troppo rigide. C’è il sospetto che la gara sia stata pilotata per favorire la società Puntese Diesel srl». Un sospetto che presto si è trasformato nel licenziamento dell’allora dirigente della direzione Ecologia e Ambiente del comune di Catania, Annamaria Li Destri, alla quale è stato dato il benservito nel 2013 con un provvedimento firmato dal direttore dell’ufficio Risorse Umane di palazzo degli Elefanti. E se dietro questa mossa ci fosse stato dell’altro? Il dubbio viene semplicemente leggendo le carte del processo che coinvolge la Li Destri al Tribunale del Lavoro. Ma andiamo con ordine…

La dirigente comunale nel 2013 viene chiamata a indire una gara ad asta pubblica con il metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa e per una durata di tre anni per l’affidamento dei servizi di riparazione, manutenzione, lavaggio, disinfezione e ingrassaggio dei mezzi di proprietà comunale destinati proprio ai servizi di ecologia, nettezza urbana e pozzi neri oltre che alla riparazione dei cassonetti di raccolta dei rifiuti solidi urbani e della differenziata. Ad aggiudicarsi l’appalto dal 2009 al 2013 era stata proprio la Puntese Diesel. Ma nel 2013 bisogna rifare la gara; dunque la Li Destri si attiva per redigere un bando europeo, aperto a qualsiasi impresa, con una variazione: una riduzione dell’orario di lavoro che «avrebbe potuto determinare una riduzione dell’orario di impiego e della retribuzione dei 38 lavoratori coinvolti» si legge nella richiesta d’appello presentata dal legale della Li Destri, Concetto Ferrarotto. Immediata la denuncia dell’associazione sindacale Fiadel sui mass media che grida il sospettato “pilotaggio” anche se la vera preoccupazione è che i dipendenti possano essere danneggiati dalle nuove clausole di gara e il sindacato punta a fomentare lo scandalo per ottenere l’annullamento del bando.

Un’accusa pesante scatena il licenziamento: Annamaria Li Destri ha interessi personali, è questo ciò che si dice. E avrebbe inserito nel bando due criteri, uno economico e uno di carattere tecnico oltre a richiedere una specifica certificazione di qualità con l’obbiettivo di restringere la platea di partecipanti e far vincere l’appalto alla Puntese Diesel srl. Un tam tam mediatico aggressivo, la notizia in pochi giorni si diffonde in città e il dirigente perde il posto di lavoro; è il 30 ottobre del 2013.

Ma è realmente tutto così lineare e chiaro? O c’è dell’altro? Perché ciò che stupisce è che nei giorni precedenti il licenziamento, un’altra società la Europa Carri srl volendo partecipare alla gara d’appalto comunicava di voler fare ricorso in quanto avrebbe riscontrato vizi di illegittimità. La Li Destri, apprendendo la notizia, non ci pensa due volte a sottoporre il bando all’esame dell’avvocatura comunale che, spiazzando i contestatori, esprime parere positivo. Dunque sia il bando sia le clausole sono legittime e il sindaco Enzo Bianco ne viene informato. Nessuno, però, blocca le procedure di licenziamento.

Ciò che risulta ancora meno chiaro è un altro passaggio: il dirigente comunale comprendendo le diffuse perplessità, nonostante il parere positivo dell’avvocatura propone attraverso una nota protocollata di sospendere la gara dal momento che c’è il sospetto di illegittimità ma la Direzione Patrimonio ignora la sua mossa e procede. Qualcosa non torna… da una parte si licenzia un dipendente per un bando giudicato illegittimo e dall’altra si procede mantenendo in vita proprio quel bando. Al danno la beffa, si presentano due società: la Officine Meccaniche srl (cessionaria, nel frattempo, del ramo d’azienda della Puntese Diesel) e la Europa Carri srl ma nessuno si aggiudica la gara.

Ed ecco la stranezza delle stranezze. Il Comune, da questo momento, affida il servizio senza alcuna gara e in regime di proroga sino al 2016 proprio a Officine Meccaniche in continuità con il contratto di appalto del 2009 che fu della Puntese Diesel srl. Morale della favola? La Li Destri è stata licenziata perché accusata di favorire la Puntese Diesel. La Puntese Diesel ha ceduto il proprio ramo d’azienda a Officine Meccaniche. E il paradosso dei paradossi è che per tre anni proprio Officine Meccaniche ha curato il servizio per scelta dell’amministrazione Bianco.

C’è di più, il comune dopo quella incriminata, ha provato a bandire nuove gare ma sono sempre andate deserte dunque nessun concorrente si è presentato. Adesso la domanda sorge spontanea: Siamo sicuri che era la Li Destri ad agire per interesse?

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