Ti trovi qui
Home > Apertura > Rombi di motore e sirene, così Messina saluta Mauro Amendolia

Rombi di motore e sirene, così Messina saluta Mauro Amendolia

MESSINA

Il rombo dei motori e la sirena dei Vigili del Fuoco, presso cui prestava servizio volontario.
Così Messina ha salutato Mauro Amendolia, il pilota 53enne morto venerdì scorso nell’incidente della Targa Florio, in cui ha perso la vita pure il commissario di gara Giuseppe Laganà, mentre la figlia 27enne di Amendolia, Gemma, è rimasta gravemente ferita.

Grande partecipazione e commozione stamani in Cattedrale, per i funerali del fondatore del Messina Reacing Team, ricordato nell’omelia di padre Alessandro De Gregorio come un uomo la cui vita era permeata dall’amore per la famiglia, per il lavoro e per la passione per il rally, sport che aveva contribuito a far crescere nella città dello Stretto, sia come pilota che come organizzatore: sua l’idea della nota Gara dei Peloritani.
Una passione che aveva coinvolto le donne del suo nucleo familiare, a partire dalla moglie Sara Villari, attuale presidente del Messina Racing Team, e le tre figlie.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA
Un momento della funzione

Toccante l’intervento della giovane Valentina, una delle figlie di Amendolia presente in Duomo, che ha ribadito la volontà di continuare con il rally, così come il padre aveva insegnato.

A Massimo Rinaldi, presidente dell’Automobil Club provinciale, il compito di rivolgere il messaggio di cordoglio dell’Aci nazionale.

Unanime anche l’augurio per Gemma, tutt’ora ricoverata al Civico di Palermo in gravissime condizioni, in stato di coma profondo per il trauma cerebrale e altre ferite d’importante entità.

Sul fronte delle indagini, l’autopsia su Amendolia ha escluso il malore inizialmente ipotizzato come causa dell’incidente. Da verificare, quindi, cosa sia accaduto sui quei tornati di Piano Battaglia.

28 aprile 2017

 

 

Articoli Consigliati

Top