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La panchina rossa: una lotta culturale per il rispetto della dignità

CATANIA

Una panchina rossa pe ricordare o, meglio, per non dimenticare. Perché Giordana, Laura e le tante vittime di uomini, fidanzati, mariti, padri, non siano morte inutilmente. Perché la morte non si accetta mai, soprattutto quando una donna viene strappata dalle braccia della propria famiglia, dei propri figli per quell’amore malato che un uomo nutre nei suoi confronti.

Un altro segnale che Catania ha voluto dare, questa volta a San Giovanni Galermo, dove questa mattina è stata dipinta un’altra panchina rossa. Un’iniziativa voluta dal presidente della IV circoscrizione, Emanuele Giacalone, con la presenza di Vera Squatrito e Giovanna Zizzo, due donne che da una tragedia hanno saputo portare avanti una lotta culturale per il rispetto della propria dignità. «Le panchine rosse – ha spiegato Giovanna Zizzo, mamma di Laura – è una campagna di sensibilizzazione per portare avanti un messaggio di cambiamento partendo dai bambini, il nostro futuro. Bisogna partite da loro ed educarli al rispetto affinchè quello che è accaduto a me e ad altre mamme non accada più».

«Non bisogna solo denunciare – ha detto Vera Squatrito, mamma Giordana – ma avere anche il coraggio di allontanarsi da coloro che ci fanno del male, da quegli uomini che non apprezza le persone che siamo».

Un’occasione per presentare anche Watch dog, una nuova applicazione contro la violenza sulle donne ideata da Salvo Catania.

19 aprile 2017

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