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Catania ti serve un piano regolatore! Arriva la diffida dalla Regione

CATANIA

Catania non ha un piano regolatore. O meglio l’ultimo strumento urbanistico redatto da una giunta risale a quasi 50 anni fa, ovvero il piano Piccinato tutt’ora in atto e i cui vincoli, neanche a dirlo, sono scaduti da un pezzo. Una mancanza questa che ha rallentato il processo infrastrutturale della città che in questi decenni ha subito notevoli trasformazioni. A far tornare di moda la discussione sul piano regolatore etneo è stata la Regione Siciliana che ha diffidato il comune di Catania sollecitando l’amministrazione a provvedere al più presto alla redazione di un nuovo Prg.

A denunciare la situazione è il vicepresidente del Consiglio comunale etneo, Sebastiano Arcidiacono che in una nota ha scritto: «L’arroganza della giunta Bianco in materia di pianificazione urbanistica, dolosamente inadempiente nella redazione del Prg per colpa del Sindaco e dell’Assessore al ramo, sfocia nell’autolesionismo tanto da correre il rischio di farsi espropriare della propria autonomia decisoria. La diffida della Regione Siciliana è arrivata lo scorso 7 aprile e prima ancora un sollecito risulta datato il 2 marzo (di cui mai è stata data notizia), richiama l’obbligo del Comune di dotarsi di un nuovo strumento urbanistico, che peraltro la precedente amministrazione aveva già praticamente esitato. Una messa in mora che certifica quattro anni di colpevoli ritardi, chiacchiere inutili e fasulle interpretazioni».

«Già nel luglio 2016, dopo numerose sollecitazioni – insiste Arcidiacono – , insieme ai colleghi Gelsomino, Notabartolo, Anastasi, Messina, Musumeci, Saverino e Sgroi, con la partecipazione degli Ordini professionali, associazioni civiche, ambientaliste e dei consumatori sindacati ed associazioni professionali, abbiamo aperto il dibattito con un forum cittadino in Aula consiliare, proprio per evidenziare la necessità di dotarsi di un Prg che puntasse su rigenerazione urbana, recupero del suolo e rispondesse ai bisogni di una città antisismica».

«Per ultimo nello scorso mese di dicembre su mia precisa richiesta di accesso – spiega il vicepresidente del Consiglio comunale – agli sull’attività svolta in materia di pianificazione urbanistica, l’amministrazione colpevolmente ha evocato improbabili quanto inutili tavoli tecnici dimostrando, nei fatti, di essere contro lo sviluppo armonico della città, forse preferendo proseguire nell’adozioni di varianti utili agli interessi di pochi anziché un piano urbanistico che rispondesse agli interessi generali. A fronte degli appelli che in tanti abbiamo vanamente rivolto al Sindaco Bianco e al suo Assessore all’Urbanistica, arroccati in posizioni di chiusura nell’obbligo di varare il Prg coprendole con una vergognosa sequela di bugie e omissioni».

 

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