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PARCO DELL’ETNA, DA MARISA MAZZAGLIA «SOLO SILENZI E OMISSIONI»

NICOLOSI

Applicando il “teorema Crocetta”, la presidente del Parco dell’Etna, Marisa Mazzaglia, ha deciso che l’ente che gestisce un territorio dichiarato dall’Unesco “patrimonio dell’umanità” per comunicare col resto del mondo può fare paradossalmente a meno di un ufficio stampa composto da professionisti regolarmente inquadrati con contratto di lavoro giornalistico. Infatti, dopo la messa in quiescenza dei due giornalisti che componevano l’ufficio stampa – avvenuta ormai oltre un anno fa – la Presidenza dell’ente non solo ha ritenuto di non dover affidare l’incarico a giornalisti qualificati (eventualmente anche a titolo temporaneo), ma avrebbe anche cancellato uno dei due posti di addetto stampa previsto dalla pianta organica.

Frattanto l’ente Parco dell’Etna prima ha diramato per un po’ di tempo comunicati stampa senza alcuna firma e senza alcuna indicazione del giornalista che li redige, come invece espressamente prescritto dall’Ordine dei giornalisti, e poi successivamente a firma della stessa presidente. Cosa sulla quale è recentemente intervenuto l’Ordine (al quale la Mazzaglia è iscritta nell’elenco pubblicisti), che ha contestato questo comportamento.

A nulla sono valsi sinora i numerosi interventi fatti – a tutela dell’occupazione – dai dirigenti del sindacato dei giornalisti nei confronti dei vertici dell’Ente che ormai da un anno ritiene anche di non dovere alcuna risposta, eludendo sistematicamente le richieste e le diffide inviate, ai sensi della legge sulla trasparenza, dall’ufficio legale dell’Assostampa per conoscere informazioni precise sull’attuale pianta organica. L’Associazione siciliana della Stampa ha pertanto inoltrato una segnalazione alla Regione Siciliana, da cui l’Ente Parco dipende, e una al presidente dell’Autorità nazionale per la Trasparenza, Raffaele Cantone.

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