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Vetrine in frantumi a Catania, incastrata la banda della “spaccata”

CATANIA

Uno di loro impugna una mazza ferrata e colpisce più volte la vetrina del negozio, gli altri sono pronti. Lì in attesa di entrare e rubare tutto ciò che possono. Sono tutti ben addestrati: la loro azione deve durare il meno possibile, parliamo di uno o due minuti al massimo. Dunque fanno incursione, razziano e scappano. Le telecamere del sistema di videosorveglianza documentano istante dopo istante i colpi messi a segno dalla banda criminale. Nove gli episodi accertati ma le indagini sono ancora in corso perché potrebbero esserci stretti collegamenti anche con gli ultimi casi di furti con spaccata al Corso Italia.

Difficile prevenirne le mosse perché la banda di San Cristoforo sceglieva all’istante l’obbiettivo, dunque gli investigatori che ne hanno seguito le tracce per un mese circa non riuscivano a batterli sul tempo. Oggi, però, la banda è stata incastrata e undici persone sono state arrestate dalla Squadra Mobile di Catania, coordinata dalla procura della Repubblica.

Domenico Messina, Antonio Castelli, Luciano Tudisco, Salvatore Vaccalluzzo, Mirko Termini, Santo Guzzardi, Antony Platania, Giovanni Arena, Santo Trentuno, Salvatore Manganaro e Agatino Grasso. Chiaramente non si tratta dell’unico gruppo criminale ma sicuramente del più agguerrito. Non sono ancora stati accertati i loro collegamenti con clan locali però si sa già che Guzzardi è il genero di Sebastiano Lo Giudice storico capo dei Carateddi mentre Tudisco ha fatto parte della banda che il primo di gennaio scorso ha aggredito un medico del pronto soccorso dell’ospedale Vittorio Emanuele di Catania.

Le indagini sono iniziate ad ottobre quando la vetrina presa di mira è stata quella di Ultimoda in Corso Italia. Ma andando a ritroso, stessa sorte per l’ottica Angiolucci, La Bottega di Ennio, Calabrò e il negozio di abbigliamento Blu, per citarne alcuni. Fra di loro si collegavano anche in teleconferenza per coordinarsi efficacemente durante la fase esecutiva.

I carichi di merce rubata, poi, andavano a rifornire una sorta di stock che aveva creato proprio a San Cristoforo.

8 aprile 2017

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