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Pino Maniaci rinviato a giudizio. Ingroia: “Prove insussistenti”

PALERMO

Rinviato a giudizio per estorsione dal gup del Tribunale di Palermo il giornalista Pino Maniaci, direttore di Telejato, accusato di avere ricevuto somme di denaro e agevolazioni dai sindaci di Partinico e Borgetto per evitare commenti critici sull’operato delle amministrazioni comunali. Il processo comincerà il 19 luglio, davanti alla seconda sezione del Tribunale.

Stessa sorte per altri nove indagati, accusati di estorsione aggravata. Mentre un altro indagato ha scelto il rito abbreviato e la sua posizione sarà discussa il 16 maggio prossimo.

«L’esito di questa udienza preliminare conferma purtroppo il fallimento del Codice di procedura penale, in particolare il fallimento dell’udienza preliminare come filtro per evitare i processi per reati privi di prova», sottolineano gli avvocati Antonio Ingroia e Bartolomeo Parrino, difensori di Pino Maniaci, a proposito del rinvio a giudizio.

«Maniaci – aggiungono – è stato prima condannato mediaticamente e ora viene processato giudiziariamente sulla base di accuse non sorrette da prove idonee. Lo ha riconosciuto anche un giudice delle indagini preliminari di Palermo, quando ha revocato per Maniaci la misura cautelare del divieto di dimora nelle province di Palermo e Trapani ritenendo che non ce ne fossero i presupposti per una delle estorsioni contestate. Purtroppo nemmeno ciò e’ servito, e se non e’ servito in un caso clamoroso come questo è lecito chiedersi a cosa serva l’udienza preliminare: tanto vale abolirla. In ogni caso, affronteremo il processo certi di riuscire a dimostrare l’innocenza di Maniaci, l’assoluta infondatezza delle accuse che gli vengono contestate. Siamo sicuri che alla fine giustizia sara’ fatta – concludono Ingroia e Parrino – ma sara’ purtroppo una giustizia tardiva. E ogni ritardo della giustizia e’ sinonimo di ingiustizia».

5 aprile 2017

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