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Dati Caritas, assessore Villari: «Con il SIA aiutiamo le famiglie»

CATANIA

I numeri della Caritas di Catania hanno messo in luce un dato, quello relativo alla povertà, in netta crescita anche nella città siciliana. Nel 2016 in 1.868 persone hanno chiesto aiuto ai centri ascolto Caritas di Catania. Sono utenti che si sono rivolti alla Caritas per la prima volta. Nel 2015 i nuovi utenti erano stati 1.023. Il dato rilevante è che nella quasi totalità dei casi si tratta di famiglie catanesi: gente che ha perso il lavoro, che deve far fronte al pagamento di bollette, tasse scolastiche, che non riesce più a portare la spesa a casa o ad acquistare farmaci. Analizzando i dati relativi al 2016, si legge anche che il totale degli ingressi – nel solo 2016 – nella mensa dell’Help Center di Catania sfiora la soglia delle 70 mila persone sfamate. Un dato che comprende anche i pasti delle unità di strada. Quasi 80 ogni sera. Nel 2015 il totale non arrivava a 34 mila passaggi in mensa. Tra loro l’80% è rappresentato da migranti.
«Solo nel 2016 – ha detto l’assessore al Welfare, Angelo Villari, sono sbarcati a Catania 25 mila migranti. 2.500 sono minori non accompagnati».
«La situazione sociale a Catania è difficile – lo diciamo da tempo -. Stiamo cercando di contrastare questo grave disagio che interessa tutto il Mezzogiorno – ha continuato l’assessore Villari – ma da noi può essere più pesante perchè ci sono altri fattori che vanno considerati: qui ci sono stati migliaia di sbarchi di migranti ed è una condizione costante. Stiamo lavorando in accordo con la Caritas e con le altre associazioni di volontariato e stiamo dando risposte atraverso il sistema delle strutture presenti».
Un sostegno alle famiglie arriva anche con il Sia, acronimo di Sostegno Integrazione Attiva: «Si agisce con un intervento economico sulle famiglie che hanno bisogno – un intervento di circa 400 euro -. Stiamo continuando a capire come estenderlo. Non è solo una risposta assistenziale ma è anche un modo per mettere questi cittadini in contatto con il territorio e vedere come fare per attivare processi di inclusione sociale».
Circa 2 mila le famiglie coinvolte fino ad oggi.

5 aprile 2017

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