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Report Caritas: «La povertà è raddoppiata»

CATANIA

Nel 2016 in 1.868 persone hanno chiesto aiuto ai centri ascolto Caritas di Catania, per la prima volta. Nel 2015 i nuovi utenti erano stati 1.023. Nella maggior parte dei casi sono famiglie catanesi, gente che ha perso il lavoro, che non riesce più a pagare bollette, tasse scolastiche per i figli, non riesce più a fare la spesa, ad acquistare farmaci. Confrontando i dati relativi ai nuovi utenti che hanno chiesto aiuto nei due centri ascolto Caritas: nel 2016 sono poco meno del doppio rispetto all’anno precedente. «Nella struttura in via Acquicella, il 100% degli utenti è catanese. Una percentuale tra loro è rappresentata da chi, pur avendo uno stipendio non arriva più a fine mese» – spiega Salvo Pappalardo, responsabile attività Caritas Catania -.
Il report Caritas traccia un bilancio che racconta di un dato, quello relativo alla povertà, in netta crescita. Nel 2015 in 2.818 persone si sono rivolte all’Help Center – dove tra gli altri servizi viene garantito un pasto caldo quotidianamente -; nel 2016 sono state oltre 3 mila. In questa mensa gli ingressi nel 2016 sono stati quasi 70 mila. Un dato che comprende anche i pasti dell’unità di strada. 28 mila il totale ingressi per la sola colazione. Nella fascia più critica persone tra i 30 e i 39 anni e poi tra 40 e i 49 e ancora tra i 18 e i 29 anni. Sono giovani e giovanissimi. Moltissimi degli utenti che chiedono aiuto all’Help Center sono migranti. Qui il numero dei pasti offerto rispetto al 2015 è raddoppiato: 69.120 del 2016 contro 33.427 dell’anno precedente. Qui l’80% è rappresentato da migranti.
E poi c’è chi non ha neppure un tetto sotto al quale dormire. Nei soli centri di accoglienza Caritas in 130 trovano riparo ogni notte. Ma la domanda è in crescita.

4 aprile 2017

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