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Voto di scambio, il sindaco Rizza a processo contro gli avversari politici

SIRACUSA

«Riteniamo di essere stati danneggiati durante le consultazioni amministrative del 2013 e per questo vogliamo essere ammessi come parti civili a processo». A chiederlo durante l’udienza per voto di scambio a carico del sindaco di Priolo, Antonello Rizza, sono due degli avversari politici in occasione di quelle elezioni: Massimo Toppi e Giorgio Pasqua. Il primo ottenne duemila voti e il secondo 320.

Ed è proprio su questi numeri che punta, invece, la difesa di Rizza rappresentata dall’avvocato Tommaso Tamburino che parla senza troppi peli sulla lingua di «risultato politico disastroso» che non può essere stato fuorviato da alcuna pressione esterna e dunque chiede che la richiesta di parti civili non venga accolta dal giudice.

Intanto proprio con l’accusa di voto di scambio, abuso d’ufficio, concussione e truffa aggravata il sindaco di Priolo Gargallo è finito in un’inchiesta della polizia avviata nel 2012. Dalle indagini sarebbero emersi illeciti nella gestione degli appalti e un complesso sistema di scambio fra elargizioni di contributi sociali e promesse di assunzioni da un lato e richiesta di voti dall’altro tanto che la Procura di Siracusa ha sospettato la presenza di un’organizzazione a delinquere finalizzata al voto di scambio e all’abuso d’ufficio. Con Rizza sono finite nel calderone investigativo altre diciannove persone fra politici e dirigenti amministrativi del comune di Priolo.

Insomma una distrazione di fondi pubblici che adesso li vede tutti alla sbarra. Intanto la magistratura si pronuncerà sull’ammissione delle parti civili nella prossima udienza il 28 aprile.

1 aprile 2017

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