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Rapine violente fra Adrano e Biancavilla: quattro arresti

CATANIA

Adrano. Sgominata la banda di rapinatori che aveva seminato il panico tra i commercianti di Adrano e Biancavilla. Irrompevano a volto coperto e armati di pistola picchiavano violentemente i commercianti costringendoli a consegnare l’incasso, ma a tradirli sono state le intercettazioni telefoniche: i quattro prima del colpo pianificavano la fuga al telefono, progettando nel dettaglio il percorso più sicuro per darsi alla fuga.

Gli agenti della polizia di Catania hanno arrestato i pregiudicati Antonio Longo e Gaetano Vezzi, di 19 e 20 anni e Cristian Cusimano e Salvatore Scafidi entrambi di 18 anni, gravemente indiziati dei reati di rapina aggravata e lesioni personali. L’ultimo colpo, particolarmente violento, è stato messo a segno ad Adrano, ai danni di un “compro oro” del centro lo scorso 8 marzo. I rapinatori, provvisti di passamontagna e armati di pistola avevano picchiato il cassiere ferendolo gravemente, rubando così dalle casse 1000 euro in contanti e alcuni oggetti in oro per poi scappare.  Grazie alle intercettazioni telefoniche e le immagini di video sorveglianza, gli agenti hanno acquisito le prove schiaccianti della loro colpevolezza: uno dei malviventi chiamava gli altri stabilendo luogo, ora dell’incontro, dove colpire e con quali armi, organizzando persino un itinerario con il percorso più sicuro da intraprendere per raggiungere luoghi isolati in cui spartire il bottino. Alle loro identità invece, gli investigatori sono risaliti grazie alle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza che hanno ripreso i rapinatori a volto scoperto, nei pressi del “compro oro”, pochi istanti prima di indossare il passamontagna. Una “distrazione” a loro fatale.

Così gli agenti hanno dato il via alle perquisizioni e in casa di Vezzi hanno inoltre scoperto 200 grammi di marijuana e vario materiale per il confezionamento, aggiungendo al suo arresto anche l’accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Il Gip del Tribunale di Catania, ha convalidato gli arresti sotto regime di custodia cautelare in carcere associando gli indagati alla casa circondariale di Piazza Lanza.

 

1 aprile 2017

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