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A rischio fondi ministeriali per progetti destinati ai consumatori

Il Codacons lancia un grido nei confronti dei consumatori (e di alcuni progetti loro destinati) in seguito ai fondi ministeriali che rischiano di evaporare: «I fondi del Ministero dello Sviluppo Economico destinati alle associazioni dei consumatori della regione Sicilia al fine di accrescerne la consapevolezza in materia di consumerismo – si legge nella nota – ad oggi sono finiti a residuo e in fase di riaccertamento, così che le associazioni di categoria coinvolte non riescono più a svolgere serenamente le proprie attività».

È questo il nodo dell’interrogazione che il deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana, l’on. Michele Cimino, ha destinato al Presidente della Regione, Rosario Crocetta, e all’assessore per l’Economia, Alessandro Baccei, dopo avere rilevato l’assenza dell’erogazione delle cifre destinate alle associazioni consumatori siciliane, come invece previsto da bando del G.U.R.S. dell’01/04/2016 e come sottoscritto dai protocolli d’intesa il 27/12/2016 tra l’ufficio 6° della segreteria generale della Presidenza della Regione Sicilia e le associazioni capofila per la realizzazione degli interventi in programma.

Nell’interrogazione, l’onorevole Cimino si concentra sulla natura dei fondi, considerando che questi «non gravano sulla fiscalità generale perché sono il risultato delle multe comminate alle società sanzionate dall’Antitrast a seguito di pratiche commerciali scorrette e destinate ad azioni in favore dei consumatori», così come previsto dalla legge 388 del 23 dicembre 2000.
Cimino prosegue, dunque, con l’analisi dei fatti: «Il bando prevedeva un’anticipazione pari al 50% dell’ammontare per ogni intervento e un secondo acconto, pari al 40%, allo scadere del primo semestre, dietro presentazione di rendicontazione di spesa pari all’ammontare del primo acconto.Il protrarsi di questa condizione, tuttavia, impossibiliterà le associazioni a rendicontare in tempo il primo acconto, perdendo così la possibilità di chiedere il secondo e costringendole ad una continua anticipazione delle somme necessarie all’espletamento degli interventi. E questo è inattuabile».
Cimino, infatti, fa presente che gli interventi approvati sono 7 e ognuno per una spesa complessiva di 100mila euro.
L’interrogazione si conclude, dunque, con la richiesta di fare luce su eventuali responsabilità «soprattutto in fase di impegno di spesa e chiediamo, altresì, di conoscere i tempi dello sblocco delle somme incardinate nel bilancio della Regione come residui attivi, al fine di procedere all’erogazione delle somme destinate agli interventi in programma», conclude Cimino.

31 marzo 2017

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