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Inchiesta rifiuti illeciti: tolti i sigilli alla Gespi di Augusta

SIRACUSA

Tolti i sigilli alla Gespi di Augusta, la società che si occupa dello smaltimento tramite termodistruzione di rifiuti portuali e terresti. La Gespi è finita alla ribalta delle cronache pochi giorni fa nell’inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Catania su un ingente traffico di rifiuti illeciti nella provincia siracusana. L’attività investigativa ha infatti messo in luce intrecci di interesse criminale e connivenze fra funzionari regionali, Cosa Nostra e imprenditoria.

In soldoni i quattordici soggetti che sono stati arrestati nel corso dell’operazione “Piramidi” gestivano rifiuti tossici che arrivavano alla Cisma e venivano triturati senza rispettare minimamente l’ambiente. Poi trasferiti alla Gespi venivano declassati. Secondo gli inquirenti è stata proprio questa società, oggi dissequestrata, a favorire lo smaltimento di tonnellate di polverino proveniente dall’Ilva e in questo si sarebbe fatta aiutare dalla Cisma.

In un primo momento agli arresti domiciliari sono finiti l’amministratore unico della Gespi Giuseppe Amara e il fratello Giovanni nel ruolo di responsabile delle relazioni esterne del gruppo. Ma  adesso anche per loro è stato revocato il provvedimento.

23 marzo 2017

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