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Giornata mondiale dell’acqua: 5 mld di € per il Sud; a Catania apre l’EcoMuseo

CATANIA

In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, oggi sarà presentato il Progetto Ecomuseo dell’acqua dell’Etna, un’iniziativa della Sidra SPA in collaborazione con l’Università di Catania e l’Accademia di Belle arti. L’Ecomuseo dell’acqua dell’Etna, nasce dalla profonda conoscenza dell’acqua e della sua importanza nell’evoluzione culturale e socio economica dei territori.
Si tratta di una forma museale innovativa, un processo dinamico con il quale le comunità conservano, interpretano e valorizzano il proprio patrimonio in funzione di uno sviluppo sostenibile.

L’EcoMuseo, oltre a costituire uno strumento idoneo per coniugare le iniziative di salvaguardia della natura con quelle di valorizzazione e conservazione del patrimonio culturale, favorisce uno sviluppo territoriale e si propone di diffondere la conoscenza di tutti gli aspetti inerenti al mondo dell’acqua: tecnici, storici, culturali, sociali ed ambientali.

L’ambito territoriale dell’Ecomuseo è composto da sei comuni (Aci Bonaccorsi, Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Acireale, Valverde, Zafferana Etnea) per un complessivo di 121.338 abitanti.
Il territorio attraversato “dall’Acqua dell’Etna” si estende dunque su un’ampia superficie, dal Vulcano più grande di Europa, riconosciuto come patrimonio dell’Umanità UNESCO, al mare ed abbraccia una varietà paesaggistica e culturale di rilevante potenzialità attrattiva.

eco museo acqua - UltimaTv

«Proprio perché l’acqua è un bene comune – ha detto il ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti – abbiamo dedicato al Sud e al Mezzogiorno risorse di grande rilievo quantitativo, e abbiamo dato una strategia per utilizzarle sul Servizio idrico integrato», infatti «nei Patti per il Sud abbiamo stanziato 4,5 miliardi per gli investimenti, di cui 3,5 per il trattamento delle acque a valle, il collettamento e la discesa a valle, e 1 miliardo per il recupero delle perdite negli acquedotti. Sono risorse in più rispetto a quelle che arriveranno dalla tariffazione».

Il ministro Claudio De Vincenti, intervenendo alla Camera alla conferenza nazionale “Acque d’Italia”, ha aggiunto: «questi stanziamenti sono stati necessari per recuperare il ritardo che al Sud da troppo tempo si trascina e altre risorse sono state destinate per il rischio idrogeologico nei Patti per le città. Tutto questo passa anche per miglioramenti gestionali importanti, perché dobbiamo assolutamente superare, e lo stiamo facendo, faticosamente, la legge Galli a 22 anni dalla sua approvazione. Nel Mezzogiorno c’è ancora molto da fare – ha aggiunto – Superare le frammentazioni di gestione è fondamentale e altrettanto importanti degli investimenti nel Sistema idrico integrato, lo sono la gestione razionale dei grandi servizi di captazione e adduzione».

22 marzo 2017

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