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Imputazione coatta per “omicidio colposo”per due medici dell’ospedale di Biancavilla, responsabili della morte di Carmelo Viaggio

Noi de “L’Indiscreto” ci eravamo occupati già nel 2014 del caso del giovane Appuntato Basco Verde  Carmelo Viaggio, morto nel piccolo presidio ospedaliero di Biancavilla (Ct), per la drammatica ingravescente compromissione della funzionalità respiratoria. A quel tempo ascoltammo lo strazio della giovane moglie, che proprio in quei momenti  allattava il piccolo bimbo da recente avuto con lo sfortunato Carmelo. In questa vicenda, avevamo già a quel tempo annuito il celarsi di contraddizioni e stranezze procedurali. E ci recammo di gran corsa all’ospedale di Biancavilla di Catania per cercare di saperne di più ma, ohi noi, la nostra presenza indispose un alto funzionario di quell’ospedale che, per giunta, ci cacciò sbattendo a malo modo la porta alle nostre spalle poiché non voleva telecamere “tra i piedi”. Nel frattempo – noi di Indiscreto, che non abbiamo mai mollato il caso – dalla giovane moglie di Carmelo Viaggio, la signora  Mary Mirabella, recentemente apprendiamo l’evolversi dei fatti, non tralasciando che a quel tempo, per la morte del marito Carmelo, la Procura di Catania, iscrisse sul registro degli indagati alcuni medici  del presidio medico ospedaliero di Biancavilla, che quella maledetta notte prestarono soccorso al  finanziere Carmelo Viaggio.

Questo l’antefatto: era la notte del 26 giugno 2013 e,  Carmelo Viaggio, per un improvviso malore viene accompagnato dalla moglie Mary, all’ospedale di Biancavilla in provincia di Catania, dove però perdette la vita per circostanze più o meno oscure. Per la causa dell’improvviso decesso, furono “abbottonate” diverse origini, come pure una puntura da zanzara, di zecca o di chissà quale altro insetto. Addirittura un importante quotidiano siciliano scrisse che vi erano sospetti – sebbene  non confermati dai sanitari dello stesso presidio ospedaliero del Gravina di Caltagirone – poiché  il giovane fu lì trasferito subito dopo proveniente da Biancavilla – potrebbero essere quelle dell’influenza virale H1 N1. Insomma, sospetta “Aviaria”? Invece Carmelo Viaggio, sarebbe morto per altro. Con l’ausilio di un elisoccorso partito da Biancavilla, il ventinovenne di origine biancavillesi, Carmelo Viaggio, era giunto all’ospedale Gravina Santo Pietro di Caltagirone in condizioni disperate. La diagnosi medica sulle condizioni dell’uomo era scattata da polmonite bilaterale, ma l’aggravarsi del quadro clinico richiese il trasferimento in una struttura attrezzata di reparto di rianimazione. Tuttavia, Carmelo Viaggio sarebbe deceduto appena poco dopo  il ricovero nella struttura. Mistero sulle cause della polmonite bilaterale. Il pronto soccorso di Biancavilla, una delle tante note dolenti della Sanità Siciliana dove le cronache parlano spesso  di questi piccoli ospedali laddove per via di mancanza di uomini, professionalità e mezzi, magari  accadono fatti irreparabili così, come quello che abbiamo riportato.  E rimane un dubbio: i polmoni di Carmelo Viaggio, che entrò nell’ ospedale di Biancavilla con una saturazione del 99% –  spiega il ctp della famiglia Viaggio – cioè, che la saturazione era perfetta e i polmoni di Carmelo Viaggio, dall’entrata in ospedale, lavoravano perfettamente. Alle 04,42 del 26 giugno 2013, in ospedale (quello di Biancavilla), Carmelo Viaggio pare respirasse bene – come da relazione del ctp della famiglia Viaggio/Mirabella – a distanza di circa ore 2,45 dal ricovero, succede un imprevisto. Ovvero, Carmelo passa da uno stato di normalità polmonare ad un polmone ostruito. E ci si chiese  a quel tempo, come si possa essere degenerato lo stato vitale del paziente?  In altre parole, il paziente non era stato adeguatamente osservato? e perché, se l’ospedale di Biancavilla non era il posto giusto per fronteggiare questa emergenza, non è stato immediatamente trasportato altrove? Eppure, a quel tempo, quando andammo in quella piccola struttura ospedaliera, all’ingresso della stessa capeggiava un cartello che indicava un finanziamento Europeo di Euro 13.473.000,00! E la sala rianimazione, era prevista  in tutto quel fiume di denaro pubblico? In conclusione, con grande fiducia nella giustizia – e mai perderla aggiungiamo noi –   per come si svolsero gli accadimenti in quella maledetta notte del 26 giugno 2013, lì, in quel piccolo ospedale di Biancavilla, l’Avv. Francesco Navarria  – legale della vedova Mary Mirabella – giusto ieri ci comunica che: a distanza di tre anni, arriva, vivaddio, una “imputazione coatta” a firma del Gip dott. Alessandro Ricciardolo a scioglimento della riserva, che dispone e “censura” l’operato del Pubblico Ministero, disponendo entro dieci giorni, a formulare l’imputazione nei confronti di Salvatore Portale, e di Maria Sarvà – medici dell’Ospedale di Biancavilla –  per “omicidio colposo” art. 589 c.p.  e  Cooperazione nel delitto colposoart. 113 c.p.  A maggio pv, ci tiene a precisare l’Avv.  Francesco Navarria, “ci auspichiamo un probabile rinvio a giudizio”. E noi de “L’Indiscreto” ci saremo anche.

L’INDISCRETO

Massimo Scuderi

 

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