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Camere penali in sciopero, Trantino: «Un arretramento cronico»

CATANIA

«Stiamo arretrando in modo oramai cronico solo per rispondere a esigenze di natura finanziario e nient’altro. Solo per risparmiare sui costi della traduzione dei detenuti e ovviamente diventa veramente paradossale». A parlare è il presidente della Camera penale di Catania, Enrico Trantino.

Udienze penali a rischio fino a venerdì, gli avvocati protestano in tutta Italia non presentandosi in aula. E lanciano un messaggio chiaro: nè il processo, nè i diritti dei cittadini possono essere merce di scambio di alcuna contesa di potere oppure ostaggio di conflitti elettorali. Non ha peli sulla lingua l’avvocato Trantino che interviene contro la riforma del processo penale su cui nonostante il parere contrario dell’avvocatura, la politica ha deciso di porre la fiducia in Senato. Si punta l’indice contro due norme.

«In un caso parliamo della sospensione dei termini di prescrizione che rischiano di portare alle calende greche la conclusione dei processi che già si definiscono in modo intempestivo rispetto alle attese, non solo per gli imputati ma anche delle stesse vittime del reato che devono aspettare la definizione del procedimento per vedersi riconosciute le loro pretese risarcitorie. Altro aspetto che ci inquieta è la partecipazione dell’imputato detenuto a distanza dietro uno schermo sentendo parlare della propria vita senza poter inteloquire nell’immediatezza con il difensore».

Dall’applicazione del processo a distanza con la mortificazione della dignità dell’imputato alla indiscriminata sospensione ei termini di prescrizione fino anche agli irrazionali aumenti delle pene edittali e alle limitazioni nelle indagini. «C’è la norma che limita anche l’utilizzo del Troian – spiega il sostituto procuratore Fabrizio Aliotta – che è il virus che viene inserito all’interno del cellulare e che permette di captare in maniera ampia le conversazioni. In questo caso si prevede una militazione dell’utilizzo, in particolare nei reati associativi dei colletti bianchi. Un limite dunque alle attività di indagini in processi delicati e complessi come possono essere quelli legati ai reati di corruzione».

21 marzo 2017

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