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Il ricordo del Maestro del carretto siciliano a un anno dalla sua scomparsa

CATANIA

Aci Sant’Antonio. Un abito scuro su una camicia bianca e una “coppola” che dava risalto ai suoi occhi azzurri ed espressivi. Così è ricordato nell’immaginario comune il maestro Domenico Di Mauro, detto “Minicu”. Un anno fa, a 102 anni, è andato via lasciando un patrimonio umano e artistico che vivrà nei secoli. Domenico Di mauro è la storia del carretto siciliano. E’ l’artista per eccellenza che ha portato il nome della sua città, Aci Sant’Antonio, in tutto il mondo. Perché Domenico, con quella semplicità che lo ha sempre distinto, ha creato una vera e propria arte e l’ha esportata. A un anno dalla sua scomparsa la sua città ha voluto ricordarlo con una serata organizzata al museo del carretto dal giornalista e scrittore, Salvo Bella, autore del libro “Maestri d’arte storie degli artigiani di Aci Sant’Antonio”, con il patrocinio del comune di Aci Sant’Antonio. «Non poteva esserci posto migliore per ricordare il maestro – ha esordito il sindaco, Santo Caruso – ma questa giornata per me ha un valore molto importante. Io ricordo non solo l’artista, ma soprattutto l’uomo per il profondo legame che legava noi due. Domenico era mio nonno e racchiudere in pochi minuti la vita di un uomo che ha rappresentato un punto di forza non solo per il nostro territorio, ma anche per la mia vita, non è facile».

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Un evento culturale dedicato a colui che per quasi un secolo ha trasferito i colori della nostra terra in tanti bellissimi capolavori: i carretti siciliani. Quella dei colori era la sua ossessione. Amava miscelarli e creare quel gioco di tinte forti che alternava a figure geometriche. A presentare la sua figura di “uomo, artista e personaggio” il presidente del club Unesco di Acireale, Nellina Ardizzone. «Rendiamo omaggio a uno dei figli più celebri della nostra terra. Domenico era un artista raffinato, dotato di un talento fuori dal comune. Dipingeva in maniera attenta con quelle tinte forti che tanto amava e che, ancora oggi, vivono nella sua casa». C’è il figlio Stefano, infatti, che continua la tradizione di famiglia e restaura le opere del maestro conservate nel piccolo museo di casa, per mantenere vivo non solo la memoria del papà, ma anche il ricordo di un’arte che oggi, purtroppo, sta scomparendo. «I lavori del maestro Di Mauro – spiega Salvo Bella – sono esposti nei musei di tutto il mondo e noi santantonesi siam orgogliosi di un uomo che ha portato alto il nome della Sicilia e della nostra città». Entrando a casa sua lo immaginiamo ancora seduto a dipingere con la sua tavolozza con i colori, il suo pennello pronto a colorare la sua Sicilia.

19 marzo 2017

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