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Sciopero della scuola: i motivi della protesta

CATANIA

Insegnanti, Ata, studenti e studentesse, genitori di ragazze e ragazzi che frequentano la scuola pubblica. Normodotati e con disabilità. Ma anche rappresentanti dei vigili del fuoco di Catania che aderiscono allo sciopero generale della scuola, «stanchi della false promesse del governo che non rinnova il contratto, toglie il bonus, non mantiene le promesse sulla stabilizzazione dei precari e le assunzioni». Un corteo appunatmento in 9.30 da piazza Stesicoro per giungere in Prefettura dove sono stati ricevuti dal prefetto Silvana Riccio.

«È bene che si sappia che la nuova legge 107 di Riforma del Sistema d’Istruzione, detta della “Buona scuola”, dimentica volutamente le profonde ragioni dei Costituenti sostituite dalla palese intenzione di inchinarsi a leggi di mercato che nulla hanno a che fare con il diritto all’istruzione e i principi costituzionali che lo fondano» affermano i docenti in corteo. «Del resto gli effetti del primo anno di applicazione della 107 sono sotto gli occhi di tutti: caos generalizzato, diritto allo studio negato, aule sovraffollate, collegialità mortificata dallo strapotere dei dirigenti e docenti resi subalterni e ricattabili. A questa già drammatica cornice si aggiungono i nefasti contenuti dei decreti attuativi della legge 107 approvati in tutta fretta e senza alcun confronto con il mondo della scuola».

Questi gli effetti immediati secondo i docenti:

•    Sono aggrediti i diritti dei diversamente abili ai quali vengono negate adeguate attività di sostegno e messo in discussione il diritto al diploma di scuola media;
•    vengono ulteriormente favorite le scuole materne private e non garantito il diritto di accesso alla scuola dell’infanzia statale laica e gratuita;
•    non è previsto alcun investimento per garantire nuove strutture scolastiche e il diritto allo studio per i meno abbienti
•    per ottenere il diploma di scuola superiore studenti e studentesse vengono costretti a superare le prove a quiz Invalsi ed a partecipare a centinaia di ore di attività di alternanza scuola lavoro gratuite e spesso dequalificate;
•    i/le nuovi/e insegnanti reclutati/e vengono costretti/e a un periodo di tirocinio sottopagato.

17 marzo 2017

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