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Operazione Nebrodi, Antoci: «Atto necessario a ridare dignità ai lavoratori onesti»

«Con questa ulteriore operazione si assesta un nuovo, duro colpo ad importanti famiglie mafiose, a conferma dell’azione di liberazione del territorio dei Nebrodi dal malaffare che durava da lungo tempo». Così il presidente dell’Ente Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, in merito al sequestro di beni ad un esponente della cosca mafiosa, federata con il clan catanese “Santapaola-Ercolano”, operante nel territorio nebroideo. «A due anni di distanza dall’adozione del Protocollo di legalità, atto necessario a ridare dignità a lavoratori onesti, impegnati a lavorare la terra, rispettare l’ambiente e le tradizioni agricole dei Nebrodi, ecco giungere – sottolinea Antoci – uno dopo l’altro, i provvedimenti che confermano gli illeciti perpetrati per accedere ai contributi dell’Unione Europea. Ho ringraziato personalmente il comandante nazionale della Dia, generale Ferla, nonchè il capo centro di Catania Panvino e rivolgo un sentito ringraziamento al Procuratore Barbaro e ai sostituti delle Dda di Messina che con cura e attenzione stanno coordinando le attività legate ai fenomeni mafiosi, ottenendo risultati storici chiari che danno fiducia e speranza ai cittadini. Il segnale che passa è che dello Stato ci si può fidare e quindi bisogna denunciare i soprusi senza indugio. E’ questa l’antimafia dei risultati che trova credibilià nel lavoro e nella condivisione dei più alti valori della Legalità» conclude Giuseppe Antoci.

17 marzo 2017

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