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Accusato di usura per 12 euro: assolto presidente banca popolare di Ragusa

RAGUSA

Accusato di usura per 12 euro, ma assolto perché il fatto non sussite. E’ successo a Ragusa al presidente del Consiglio di amministrazione della Banca popolare di Ragusa, Giovanni Cartia. La vicenda parte nel 2009 quando un’impresa chiede un prestito alla banca siciliana. A fronte del prestito viene applicato un tasso di interesse che, seconda l’azienda, è superiore a quello ritenuto soglia, da qui anche l’accusa di usura. Oggi la parola fine: assoluzione perché il fatto non costituisce reato.

Il Tribunale, quindi, non ha accolto la richiesta di condanna a 2 anni e 6 mesi chiesta dalla pubblica accusa e ha negato anche il risarcimento di 50mila euro. Nessuna imputazione di usura. Secondo il consulente, Angelo Restuccia, l’accusa sarebbe stata fondata se agli interessi fossero state aggiunte le spese del conto e delle operazioni bancarie, cioè 12 euro. «Un processo con molte caratteristiche singolari – ha spiegato l’avvocato di Cartia, Guido Ziccone – la prima legata all’importo dell’usura; la seconda riguarda un principio per le banche che risolve un problema delicato. Non si può pensare di commettere un reato e imputare il presidente di una banca per il solo fatto di aver applicato scrupolosamente le direttive della banca d’Italia».

16 marzo 2017

 

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