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Zootecnia siciliana: futuro incerto per 115 operatori con il fallimento dell’Aras

PALERMO

«E’ indispensabile trovare in tempi brevi soluzioni a tutela del settore zootecnico siciliano gravemente danneggiato dal fallimento dell’Aras». Lo dicono i parlamentari regionali del PD Mario Alloro, Giuseppe Arancio e Giovanni Panepinto.

L’Aras (Associazione Regionale Allevatori della Sicilia) costituita nel 1950 su iniziativa di alcuni Consorzi provinciali allevatori e che oggi opera, ma visti gli sviluppi varrebbe la pena di dire “operebbere” per quegli allevatori interessati ai programmi di miglioramento zootecnico della propria azienda.

Sì, il condizionale è d’obbligo perché il 27 ottobre 2016 è stato notificata all’ARAS l’istanza di fallimento presentata innanzi al Tribunale di Palermo a firma di n. 6 dipendenti dell’associazione.
«L’Aras – spiegano i due parlamentari regionali – ha da sempre svolto un ruolo fondamentale, un’attività di assistenza e di controllo, rivolto al benessere degli animali e alla ‘tracciabilita’ e di tenuta dei registri genealogici che non puo’ assolutamente essere interrotto. A rischio – continuano – c’è la sopravvivenza di centinaia di aziende zootecniche che non potranno accedere ai alle risorse stanziate dall’Unione Europea per la zootecnia siciliana, oltre che il futuro per 115 lavoratori che in questi anni hanno acquisito una professionalità specifica garantito l’assistenza tecnica e i controlli sugli animali. E’ urgente – concludono – trovare una valida soluzione che consenta di evitare di penalizzare gravemente la zootecnia e l’agricoltura della nostra regione».

15 marzo 2017

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