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Catania: Pulvirenti, quale modulo a Lecce?

La domanda dei tifosi adesso è una, che Catania sarà quello che scenderà in campo contro i giallorossi? Il match più difficile che potesse capitare quello del Via del Mare di Lecce contro l’ex capolista della classifica di Lega Pro. Una squadra, quella salentina, che sin qui ha dimostrato di poter puntare alla promozione diretta e che con ogni probabilità si giocherà l’accesso alla serie B insieme al Foggia.

La squadra rossazzurra ha cambiato modulo e uomini in continuazione durante la stagione e neanche il mercato di gennaio ha dato stabilità in questo senso. Proprio le operazioni fatte in inverno sembravano orientate ad un cambio definitivo di modulo con l’arrivo di Marchese e la presenza di due prime punte come Pozzebon e Tavares per il nuovo abito firmato 3-5-2. Ma l’esperimento adottato da Rigoli per qualche gara, è poi naufragato ad Agrigento.

L’arrivo di Petrone scopriva un Catania più offensivo grazie al 4-2-3-1 con molte frecce al proprio arco ma poco equilibrio in campo. Risultato: una prova opaca contro il Taranto. Partite meno decifrabili tatticamente quelle di Messina e in casa contro il Melfi. La prima per via dell’espulsione immediata di Gil che ha cambiato i piani del tecnico, la seconda sconvolta nella ripresa da cambi che hanno portato tutto il reparto offensivo della squadra in campo. In entrambi i casi le idee di base del tecnico erano diverse, 3-5-2 di partenza a Messina, 4-3-3 col Melfi.

Adesso spetterà a Pulvirenti trovare la soluzione giusta per Lecce, puntare ancora sul 4-3-3 marchio di fabbrica del tecnico nella Primavera prima e nella Berretti poi oltre che schema più adottato dal Catania nell’ultimo decennio o tornare al 3-5-2 dando fiducia al mercato di gennaio? Una domanda lecita anche se forse, l’aspetto principale del momento è la scossa mentale da dare al gruppo.

servizio del tg

09 marzo 2017

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