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L’ex pm di Palermo Antonio Ingroia indagato per peculato

PALERMO

Antonio Ingroia, ex pm di Palermo, è indagato per peculato. L’attuale amministratore unico della società regionale Sicilia e-Servizi è stato interrogato questa mattina dai magistrati della procura di Palermo dichiarando di essere stupito ed amareggiato, oltre che totalmente innocente.

Gli inquirenti ritengono che Ingroia avrebbe ricevuto illegalmente dei rimborsi spesa di 30 mila euro, per le trasferte e per le spese di vitto e alloggio, in quanto amministratore della società. All’attenzione della Procura anche l’indennità di risultato che l’ex pm ha ricevuto: si tratta di oltre 110 mila euro.

Ingroia si è difeso respingendo quanto affermato dall’accusa: «Ho fatto presente ai magistrati che la contestazione nei miei confronti si basa su una legge del 2006 abrogata nel 2008; per quanto riguarda il cosiddetto premio di indennità da risultato, si tratta di un riconoscimento previsto dalla legge in caso di raggiungimento di determinati obiettivi e va puntualizzato che il diritto all’indennità non me la sono certamente attribuita io ma mi è stata riconosciuta dall’assemblea dei soci e segnatamente dalla Regione Sicilia»

«In merito al capitolo – continua Ingroia – relativo alle spese di viaggio da me sostenute, ricordo solo che all’atto della mia nomina come amministratore unico di Sicilia e-Servizi ero già residente a Roma da tempo e che la legge prevede, in caso di nomina di professionisti residenti fuori sede, il rimborso delle spese di viaggio, ossia trasporto, vitto e alloggio, così come confermato dalla Corte dei Conti. Spese peraltro contenute, in quanto io stesso, per la prima volta, ho introdotto un regolamento dei rimborsi spese a Sicilia e-Servizi».

di Luca Leonardi

7 marzo 2017

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