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Crocetta: «Ecco la verità sui ‘Trinacria bond’, una strada aperta verso il crack»

PALERMO

Ecco la verità sui “Trinacria bond”. Così scrive in una nota il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, che spiega: «Quando nel 2012 mi sono candidato, la Regione oltre ad avere un consuntivo di bilancio di meno due miliardi di euro, aveva un debito nei confronti delle imprese di circa due miliardi e settecento milioni di euro. Di fronte a una situazione che ci stava portando al crack, al blocco totale dell’economia e al fallimento delle imprese, in quel momento non vedevo altra soluzione che quella di vincolare gli immobili della Regione per emettere titoli di pagamento – che ovviamente non avrebbero mai potuto coprire tutto il debito – attraverso il vincolo di tutto il patrimonio immobiliare della Regione».
«Avevamo calcolato con quella operazione – sottolinea il Governatore – di emettere titoli di pagamento per circa 700 milioni di euro, anche perché negli anni, una parte notevole del patrimonio della Regione era stato venduto attraverso l’operazione Spi. In pratica, avremmo dovuto vincolare i beni rimasti di proprietà della Regione, per garantire il pagamento dei debiti nei confronti dei privati. Dal 2014 la situazione è radicalmente cambiata, poiché lo Stato ha concesso mutui statali per circa due miliardi e settecento milioni, che ci hanno permesso di pagare i debiti con i creditori, che stiamo continuando regolarmente a pagare. L’operazione Trinacria bond, quindi, è stata superata attraverso un’azione virtuosa che ha aumentato il nostro livello di indebitamento nei confronti dello Stato, ma non nei confronti dei privati e ci ha consentito di mantenere la titolarità dei beni immobiliari della Regione, garantendo alle imprese la possibilità di essere pagate».

«I Trinacra bond non sono stati fatti perché non più necessari – aggiunge Crocetta -, in relazione anche al nuovo accordo con lo Stato che ci ha dato la possibilità di avere un miliardo e 650 milioni in più di entrate correnti. La realtà è cambiata, non è più quella del 2012. La politica è un divenire, oggi la Regione ha un bilancio risanato, paga i debiti, ha trovato le risorse per gli investimenti attraverso il Patto per il sud di 2 miliardi 320 milioni, con 750 milioni di euro del Fsc che non sono più destinati alla spesa corrente, ma anch’essi agli investimenti, con la nuova programmazione europea che permette di avviare un nuovo piano di interventi. Tutto qui. Attuare una misura quando non è più necessaria, sarebbe assurdo», conclude il presidente Crocetta.

7 marzo 2017

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