Ti trovi qui
Home > Lega PRO > Catania, leadership e psicosi… i motivi del crollo col Melfi

Catania, leadership e psicosi… i motivi del crollo col Melfi

CATANIA

Per afferrare i mali del Catania, potrebbe bastare un semplice calcolo: con le prime tre squadre della graduatoria (Foggia, Lecce e Matera), i rossazzurri hanno giocato finora 4 partite, conquistando 8 punti. Con le ultime tre (Akragas, Melfi e Vibonese): 5 partite giocate, e solo 4 punti raccolti. Piccolo con i piccoli e grande con i grandi. Questi sono gli effetti: chiari, numerici. Ma la domanda è: quali sono le cause? Si è provato a rispondere ieri nel corso di Ultima Parola in Salastampa. Perché, cambiati i giocatori, il tecnico, i moduli, il Catania resta sempre uguale a se stesso. il professore Feliciano Di Blasi suggerisce una domanda che fa riflettere: «Chi è il vero leader di questo gruppo?».

Problema mentale dunque, di attributi? Di leadership? Di gruppo. Sentire in tal senso le dichiarazioni di Petrone che oltre a fare le scuse ai tifosi, ha detto anche dell’altro: «Forse sono io che ho chiesto troppo e magari non tutti possono riuscirci».

L’impressione è che come ammise con forse deleteria sincerità rigoli all’esseneto, la ricerca delle cause sia ancora in corso. E forse non troverà una risposta definitiva, visto che ancora non è arrivata dopo 28 giornate. Una risposta sul campo ci deve essere però. I prossimi match vedranno gli scontri con le due leader della classifica, Lecce in trasferta e foggia in casa, intervallati dalla trasferta di Pagani. Per il Catania debole con le deboli e forte con le forti potrebbe anche essere un bene. A patto di non cadere nelle solite psicosi.

Articoli Consigliati

Top