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Le parole di addio di Zamparini: «Mi riposo un po’…farò solo il consulente»

PALERMO

«Ho chiuso con questo fondo l’accordo per il loro ingresso nel Palermo e nel mio gruppo con investimenti che ho in programma per il nostro Paese che ha bisogno di posti di lavoro. All’estero credono negli italiani ma non nelle istituzioni. Sono felice che arrivino a Palermo per assicurare la continuità». Così Maurizio Zamparini, a margine dell’elezione del nuovo presidente della Federcalcio a Roma, ha commentato l’arrivo del fondo americano nella società rosanero. Paul Baccaglini è stato indicato come nuovo presidente del sodalizio palermitano.

«Sarà un presidente importante, è una persona molto intelligente, è stato anche un uomo di spettacolo, d’altra parte uno che si è affermato nel mondo della finanza così giovane non può non essere di valore. Certamente si saprà creare uno staff, questa settimana sarà a Palermo, vedrà la gara domenica ed io starò con lui e lo sosterrò. Gli ho detto che sono felice e che lo sono perchè arriva lui» ha detto Zamparini che rimarrà a fare il consulente con la nuova proprietà. «Vengono dal mondo della finanza, non conoscono bene il mondo del calcio, mi hanno chiesto di fare il loro consulente e basta, io non voglio avere altro ruolo, lo farò volentieri aiutandoli a creare una struttura. Le ambizioni? Le loro sono di portare il Palermo in Champions League. Intanto costruiscono lo stadio che oggi è fondamentale» ha detto Zamparini che ha anche parlato dei tifosi palermitani e del suo rapporto con loro e con la città.

«I tifosi sono sempre stati tranquilli, si confondono per tifosi quei 100 che scrivono sui network, ma non sono i tifosi, sono quelli che mi contestano, ma io stasera vado a Palermo che mi vuole bene. Ho fatto tanti errori ma ho sempre fatto tutto per il bene del Palermo. Palermo è una città meravigliosa, ha la qualità della vita più alta che a Milano, non ho mai avuto pressioni di alcun tipo. Io amo Palermo e Palermo ama me».

Dopo 30 anni nel calcio, Zamparini si mette insomma un po’ a riposo: «È il momento di mettermi un po’ in disparte, farò il loro consulente, starò un po’ sereno, magari aiuterò una squadra vicino al mio paese, ma non l’Udinese e non farò il presidente. Sono nato su un campo di calcio, è stata la mia passione a tutti i livelli. Dopo 30 anni di presidenza tra i professionisti ho avuto tanta visibilità, mi hanno portato via tanto capitale, ma sono contento di tutto quello che ho fatto. Gli allenatori? Con il 98% di loro sono in buone relazioni. Ventura sarebbe tornato da me subito, ma ormai non faccio più il presidente».

 

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