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Dalla Sicilia un progetto che guarda alla multiculturalità

Guardare agli scenari europei passando da un’analisi che prende le mosse dalla Sicilia. È la prospettiva dell’associazione “Mediterraneo, Sicilia, Europa. Progetto Maurizio Caserta”, nata qualche mese fa, proprio da un’idea dell’economista catanese Maurizio Caserta (che dell’associazione è anche presidente), insieme con Aldo Premoli ed Emma Averna. Una realtà che sta entrando nel vivo della sua progettualità attraverso le due tappe programmate: «Il primo marzo sono partite le lezioni, finanziate con una borsa di studio di Fondazione Sicilia, che vedrà 50 migranti minori tornare sui banchi di scuola dell’istituto “Enrico Mattei” di Gela. Un istituto all’avanguardia, gestito da una preside estremamente coraggiosa. Un progetto in cui crediamo molto e che si prefigge di dare un futuro a questi ragazzi. Tre mesi la durata del progetto, reso possibile grazie anche alla lungimiranza della dirigente scolastica Agata Gueli» – sottolineano dall’associazione -.
Un’altra tappa del progetto è la firma, di qualche giorno fa, per la costituzione di un centro studi, in partenariato con C.U.M.O. (Consorzio Universitario Mediterraneo Orientale): «Si tratta dell’unico centro studi di questo tipo nel Sud Europa e si occuperà di multiculturalismo, migrazioni, sviluppo economico, difesa e sicurezza per tutti i cittadini europei. Avrà sede a Palazzo Giavanti, a Noto. Qui si cercherà di capire cosa sta succedendo, se è vero che le comunità di provenienza e quelle di arrivo possono beneficiare dei fenomeni in atto, dell’utilità della formazione per i migranti immediatamente dopo il loro arrivo e se, a questa fase, occorre far seguire il rimpatrio o l’integrazione in loco».
«Il Nord dell’Europa ha fallito – spiega Maurizio Caserta – è il momento del Sud: la salvezza dell’Europa passa anche dalla Sicilia». L’associazione sceglie l’Isola come punto di partenza per lo svolgimento di tutte le sue attività ispirate ai principi di mutualità, democraticità, spirito comunitario, interazione e integrazione sociale.
Per Maurizio Caserta: «L’Europa è a un bivio. Ripensarsi, rifondarsi e crescere. Oppure dividersi e distruggersi. La seconda strada è breve e diretta. La prima è lunga e tortuosa. Ma è vitale. Non vi è dubbio dunque su quale va percorsa. Adattandosi all’ambiente e rafforzando i vantaggi competitivi. Nello scenario globale, infatti, l’Europa rischia di soccombere se non riprende autorevolezza e forza. Ma queste possono venire solo da una nuova stagione di responsabilità; una responsabilità verso i suoi cittadini e una responsabilità verso il resto del mondo. Non può aver promesso pace e prosperità e aver restituito tensione e disagio sociale ed economico ai suoi cittadini. Non può aver preteso rispetto dal resto del mondo per i suoi standard di libertà e democrazia, e aver restituito al resto del mondo indifferenza ed egoismo. Proprio perché l’Europa è una grande regione del mondo, essa deve continuare a garantire sicurezza e prosperità ai suoi cittadini, ma deve anche contribuire a risolvere le grandi contraddizioni che ancora affliggono le altre. In questo quadro nessun territorio europeo può tirarsi indietro. In nessun caso può tirarsi indietro la Sicilia, né può sottrarsi ad alcuna di quelle responsabilità. Pur essendo solo una delle tantissime regioni europee, è arrivato il momento di chiedersi non cosa gli altri possono fare per la Sicilia, ma cosa la Sicilia può fare per l’Europa e il resto del mondo».
«A fronte di quanto sta accadendo nel Mediterraneo, la Sicilia è già pesantemente e meritoriamente coinvolta e protagonista. Riteniamo che non esista altra strada – continua il presidente Maurizio Caserta – la coesistenza è già presente tra noi. Solo chi si muove in questa direzione protegge la nostra civiltà e lo fa meglio di chi si nasconde dietro improbabili muri. Da questo punto di vista la Sicilia ha molto da insegnare. E da guadagnare. Per la sua reputazione, per la sua anima, e persino per la sua economia sono certo che noi siciliani possiamo rinascere e, nello stesso tempo, indicare all’Europa come si ottimizzano patrimoni storici, culturali, naturalistici – conclude Caserta – Sono stufo di parole vuote, di analisi rozze, di strumentalizzazioni, di falsità, di errori, di orrori. Anni d’inerzia, di colpevoli mancanze, sono stati un fertilizzante per degrado e crimini. Tutto a spese del vero siciliano, quello che di un nuovo progetto di Europa può essere parte attiva, di più, può sorreggere, essere cuore pulsante di un corpo finalmente vigoroso. È tempo di agire con determinazione».

6 marzo 2017

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