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Caso Riscossione, Uil: «Basta processi mediatici»

SICILIA

«Chiediamo il massimo rispetto per i dipendenti di Riscossione Sicilia, coinvolti nella vicenda dei presunti favori a vantaggio di alcuni deputati regionali. Basta con i processi sommari e mediatici con il tentativo di sbattere il mostro in prima pagina. C’è una magistratura che sta indagando e siamo certi che lo sta facendo con la consueta scrupolosità. Per questo, da parte nostra riponiamo grande fiducia nei magistrati che siamo certi faranno la giusta luce sull’intera questione».

Così il segretario generale territoriale della Ugl di Catania, Giovanni Musumeci, ed il segretario provinciale della Ugl Credito, Fabio Guglielmino, che lanciano un appello all’amministratore unico di Riscossione Sicilia, Antonio, Fiumefreddo, a cui «esprimono vicinanza e solidarietà per le pressioni e minacce ricevute».

Nell’avviso di conclusione delle indagini la Procura di Catania contesta l’abuso d’ufficio in concorso e continuato e ipotizza un danno erariale di quasi di 390 mila euro da parte di 9 dipendenti che avrebbero agevolato i tre deputati regionali cancellando un fermo amministrativo e chiudendo illecitamente procedure esecutive di pignoramento.

«Se c’è qualcuno che ha colpe e deve pagare – aggiungono – verrà stabilito nelle opportune sedi giudiziarie e, per questo, riteniamo giusto che gli inquirenti continuino a fare il proprio dovere come stanno correttamente facendo senza alcuna influenza esterna. Nel contempo crediamo che un amministratore, da buon padre di famiglia, in casi come questi sia chiamato a proteggere i suoi dipendenti e non a scaricarli preventivamente quando ancora c’e’ un’indagine in corso. Siamo convinti che il polverone innescato sia stato semplicemente il frutto di un eccesso dovuto all’euforia antisistema del momento, che qualunque amministratore, a prescindere dal ruolo ricoperto ed al netto delle ambizioni personali di qualsiasi genere, deve mantenere nel rispetto dei ruoli soprattutto quando sui presunti fatti si muovono le maglie della giustizia».

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