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Come l’araba fenice F2F Computer prima ‘morta’ poi risorta – LA STORIA

CATANIA

Un inghippo amministrativo, una scadenza non rispettata per una comunicazione non data, la messa dei sigilli. Ma l’onestà paga sempre. LA STORIA è questa…

Che l’Italia viaggi a due velocità diverse non è una novità così come è altrettanto vero che esistono realtà imprenditoriali meridionali che rendono giustizia al concetto di  lavoro e di sacrificio, di cui però di rado si parla. Come se la capacità imprenditoriale fosse geneticamente solo un patrimonio torinese, bolognese o fiorentino?!

Per quasi 23 anni, i due fratelli Domenico e Francesco Scardace, siciliani doc,  hanno sviluppato e creduto in un progetto aziendale che ha reso onore all’imprenditoria della nostra terra, sotto il marchio “F2F Computers”, una società operante nel settore informatico, diventata un’eccellenza siciliana e non solo, riconosciuta da tutti  per la professionalità e per l’umanità con la quale i suoi amministratori hanno intrattenuto i rapporti con il personale dipendente, adoperandosi, anche nei momenti di inevitabile difficoltà determinata dalla nota congiuntura economica, a trovare soluzioni che potessero salvaguardare i posti di lavoro.

Tutto viaggiava nei migliori dei modi, tanto che nel 2002 la F2F Computers consolidava il progetto di espansione, avviando un importante investimento che si è concluso con l’acquisto dell’immobile (2000 mq) sede della società, nel polo commerciale di Misterbianco.

Fino a quando qualcosa si è spezzato. O meglio, non saldato.
Nel novembre 2016, per l’irremovibile posizione di un solo fornitore, indisponibile a dare fiducia alle proposte formulate, e nonostante il volume d’affari della F2F Computers, i due fratelli Scardace e il personale una bella mattina di metà novembre trovano i sigilli alle porte dell’azienda per intervenuto fallimento.

Detta così, chiunque sarebbe portato a dire: «la solita azienda meridionale che non paga le fatture per insolvenza!». Ma non è questo il caso, visto che la posizione fiscale e contributiva della società era in regola.

«Siamo determinati e abbiamo piena e assoluta fiducia nei nostri mezzi – spiega Domenico Scardace, il maggiore dei due fratelli – perché siamo consapevoli e certi di non aver fatto nulla di illegale. Tanto è vero che una società fiorentina, la 2F Multimedia, con cui avevamo avviato rapporti di collaborazione, ha deciso di raccogliere l’eredità d il know-how di F2F Catania, stipulando con il curatore fallimentare un contratto di affitto di ramo di azienda».

«È brutto essere infangati ed essere penalizzati dalle maldicenze altrui – dice umilmente Francesco Scardace – perché siamo stati tacciati di essere dei cattivi pagatori quando, invece, eravamo assolutamente concentrati, come sempre, sul lavoro e sullo sviluppo aziendale».

Nonostante l’onta vissuta e la ristrettezza economica, il 7 febbraio scorso (a tre mesi dall’apposizione dei sigilli), con l’intervento della 2F Multimedia di Firenze, l’attività è ripartita con una nuova società, la 2F Catania srl. Il prossimo 11 marzo, anche in presenza dei dipendenti che hanno deciso di confermare la propria fiducia alla 2F Catania, si svolgerà l’inaugurazione ufficiale per la riapertura al pubblico.

«Un risultato che ci onora – dicono all’unisono i due fratelli – ma che sarà ricompensato solo quando la società civile ci restituirà la dignità, la moralità e la credibilità che non abbiamo mai perso!».

5 marzo 2017

 

 

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