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Piazza a Peppino Impastato: «In Sicilia non si nasce e si muore per forza mafiosi»

CATANIA

Acireale. “La giovinezza uccisa dalla mafia e dall’indifferenza. Piazza Peppino Impastato – siciliano – Vive ogni giorno nel coraggio e nella bellezza”. Si legge questo nella targa posta nella piazza vicino l’ex convento dei Padri Cappuccini ad Acireale in occasione della cerimonia di intitolazione di una piazza al giornalista e attivista siciliano, vittima della mafia. La giornata è iniziata al Liceo scientifico “Archimede” con un momento di riflessione che ha coinvolto attivamente gli studenti dei licei acesi, che presenteranno i loro lavori creati nel percorso didattico di Educazione alla Legalità. Interlocutori dei ragazzi sono stati presenti il giornalista Riccardo Orioles e l’attore David Coco, ala presenza dell’assessore alla Pubblica Istruzione Adele D’Anna.

Nel pomeriggio  l’attesa Cerimonia di intitolazione. Un momento molto sentito da tanti cittadini, dall’amministrazione comunale, da rappresentanti della società civile, del mondo politico, del consiglio comunale. Presenti i vertici delle forze dell’ordine, tra cui il nuovo questore di Catania Giuseppe Gualtieri e il nuovo prefetto Silvana Riccio.

«La mafia, questa “montagna di merda”, è entrata nelle nostre case e ha violato i nostri affetti, la nostra intimità, la nostra libertà – ha detto il sindaco, Roberto Barbagallo – Peppino ha avuto il coraggio di ribellarsi al suo destino. Ha scelto di non percorrere i cento passi che lo separavano dalla casa di Tano Badalamenti. Ha dimostrato che in Sicilia non si nasce e si muore per forza mafiosi. Oggi Acireale vuole ricordarlo con un’intitolazione perenne». Un messaggio affinché non si abbassi la guardia e si lotti ogni giorno per affermare con le azioni e i comportamenti la legalità.

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«Se questa classe politica acese, questa Amministrazione comunale – ha spiegato il segretario regionale di Sicilia Futura Nicola D’Agostino – non si fosse distinta dentro e fuori gli uffici pubblici con atti reali nella lotta all’illegalità diffusa e compiacente che c’era in questa città, oggi avrebbe poco diritto a rivendicare il merito di questo tributo ad una vera vittima della mafia e non avrebbe autorevolezza di proporla come monito ed esempio per il presente e il futuro».

Prima dello svelamento della targa è intervenuto Claudio Fava, vice presidente della Commissione Nazionale Antimafia, che ha tratteggiato la figura del trentenne Impastato e le trasmissioni di Radio Aut: «La Camera ha approvato nei giorni scorsi l’istituzione della Giornata della memoria delle vittime di mafia, ma ho paura della parola memoria, che serve solo se insegna, si nutre di fatti, scelte e comportamenti, se sa dimostrare di giorno in giorno da che parte si sta. Sono contento di avere conosciuto il nuovo questore e il nuovo prefetto in un’occasione informale, che parte da un segno doloroso della storia della Sicilia, ma che lo racconta in modo vivo, determinato e appassionato come Peppino avrebbe voluto. Siamo qui con lui per dire che questa piazza è un atto di verità e sostanza e forse anche il piacere di una risata che si unisce alle altre e ci aiuterà a liberarci dalle mafie». La serata si è conclusa con la recita di una poesia di Nicola Raciti e la rassegna musicale “Una nota per Peppino”.

4 marzo 2017

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