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Bufera Riscossione Sicilia, Musumeci: «Non accetto lotta politica nel fango»

CATANIA

«Ho indagato come presidente dell’antimafia senza guardare in faccia nessuno e ora pago le conseguenze. Non accetto, però, che la lotta politica si faccia nel fango delle calunnie usando Riscossione Sicilia». Ad affermarlo è il deputato regionale e presidente della Commissione Antimafia Nello Musumeci che questa mattina ha incontrato i giornalisti.

«La gente deve sapere che adesso ci sarà una battaglia non per cercare evasori ma per mettere fuori gioco gli avversari politici. Ma se pensano di buttare fango sulla mia vita e credibilità si sbagliano di grosso, non si può pensare di eliminare un avversario politico e chi lo fa è un mascalzone. Parlerò in aula davanti ai novanta deputati e dirò tutto quello che devo dire».

All’indomani dello tsunami, il caso Riscossione Sicilia fa discutere e continua a sconvolgere gli equilibri politici regionali. «Dichiarazioni gravi e fuori luogo come al solito – aveva affermato a caldo Musumeci – Dovevamo aspettarcelo a meno di due mesi dalle primarie del centrodestra. Sono un cittadino come tutti gli altri che paga le tasse e le rateizza dal 2009. Pago persino quelle che potrebbero non essere dovute, come le multe per le migliaia di manifesti della campagna elettorale del 2012, che sono stati affissi in tutta la Sicilia e di cui mi sono fatto responsabilmente carico. Il mio stupore consiste nel fatto che devo difendermi perché ho chiesto di rateizzare le cartelle a differenza di chi le evade».

E intanto sul registro degli indagati ci sono nove impiegati dai quali i deputati regionali avrebbero ottenuto favori.

03/03/17

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