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Caso disabili, Crocetta: «A breve chiuderemo questa vicenda spaventosa»

La denuncia dell’Asp di Palermo sui numeri gonfiati relativi all’assistenza dei disabili in Sicilia finisce sul tavolo di Rosario Crocetta, che non perde tempo e la gira subito alla stampa. Ma il caso del giorno, scoppiato in mattinata, riguarda l’indagine della Procura di Catania su 9 dipendenti di Riscossione Sicilia, che avrebbero agevolato tre deputati regionali dell’Assemblea siciliana che avevano debiti col fisco

Secondo gli specialisti dell’azienda sanitaria, i casi “gravi” meritevoli di beneficiare di contributi sono in numero inferiore rispetto a quelli dichiarati su carta. Il report è ancora provvisorio ma su Misilmeri, Agrigento e Partinico è già possibile parlare di dati certi.

I disabili “gravissimi” aventi il reale diritto di godere dei contributi statali, erogati dall’Assessorato alla famiglia, sarebbero inferiori di numero rispetto a quelli che fanno parte degli elenchi. In altre parole, i pazienti non sarebbero bisognosi di assistenza h. 24, non avendo inoltre il diritto di godere dell’indennità di accompagnamento. Il governatore della regione vuole vederci chiaro e pretende ulteriori accertamenti. Anticipando che anche su Catania i “numeri” non tornano.

«Emergono discrepanze spaventose che vengono accertate dai distretti sociosanitari e comunicate all’assessorato alla Famiglia» commenta Crocetta. «Esistono delle responsabilità nell’avere confuso i soggetti con disabilità gravissima da altri, che necessitano comunque delle forme di assistenza. Già per lunedì – prosegue – ho convocato i manager della sanità siciliana per cominciare a fare le schede individuali di assistenza e nel giro di poche settimane chiudere questa vicenda spaventosa». I numeri su Catania. 1Stiamo aspettando le valutazioni, non appena le avremo le diffonderemo alla stampa».

Ma il caso del giorno, scoppiato in mattinata, riguarda l’indagine della Procura di Catania su 9 dipendenti di Riscossione Sicilia, che avrebbero agevolato tre deputati regionali dell’Assemblea siciliana che avevano debiti col fisco. Cancellando un fermo amministrativo e chiudendo illecitamente alcune procedure esecutive di pignoramento. I parlamentari che sarebbero stati favoriti sono Nello Musumeci, Nino D’Asero e Raffaele Nicotra. Nell’avviso di conclusione delle indagini la Procura etnea contesta l’abuso d’ufficio in concorso, e continuato, e ipotizza un danno erariale di quasi di 390 mila euro. Su questo punto però il governatore, pur mantenendo fermezza, si mostra meno implacabile. «No comment…».

2 marzo 2017

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