Ti trovi qui
Home > Cronaca > In via Crispi, tra le macerie, prosegue il lavoro dei Vigili del Fuoco

In via Crispi, tra le macerie, prosegue il lavoro dei Vigili del Fuoco

CATANIA

Dopo il dolore, la paura, oggi in via Crispi si continua a lavorare, a scavare senza un attimo di sosta. Stamattina i primi sopralluoghi da parte dei tecnici del Comune e della Protezione Civile per  valutare l’attuale staticità e organizzare tutte le iniziative che servono a mettere in sicurezza anche gli edifici vicini. «Il problema – ha detto Luigi Bosco, assessore ai Lavori Pubblici – ha numerosi aspetti: c’è un aspetto che riguarda la solidarietà sociale, un problema che riguarda la viabilità e un problema che riguarda l’attuale staticità e quali sono le iniziative per poter mettere in sicurezza anche quello che sta intorno. Dalle primissime valutazioni è emerso che ovviamente i danni ci sono, quindi noi stiamo attivando le procedure che ci consentano di fare in modo che gli interventi di messa in sicurezza siano fatti secondo le regole dell’arte e secondo le migliori tecniche disponibili. Abbiamo il direttore del Dipartimento Ingegneria Civile Architettura che è venuto con un docente di Scienze delle Costruzioni e stiamo valutando quali sono le procedure da seguire».
E sul fronte viabilità interviene il vice-comandante della Polizia Municipale di Catania, Stefano Sorbino: «Questa mattina è stato emesso il provvedimento di chiusura del tratto di via Crispi che va da via Archimede a via D’Amico e della chiusura di un tratto della via D’Amico che costeggia lo stabile».
Dalle 20 di stasera sul posto c’è una nuova squadra di Vigili del Fuoco. Continuano a scavare. In queste ore si lavora alla rimozione delle parti pericolanti per cosentire di procedere in sicurezza e, all’interno, c’è da eliminare manualmente le macerie. Tra quello che resta del crollo anche un nucleo arrivato da Palermo: «Sta intervenendo il nucleo investigazione antincendio territoriale – spiega Salvatore Russo, ispettore Vigili del Fuoco -. Si tratta di un nucleo inviato per vedere se, tra le macerie, si possano rilevare degli elementi oggettivi al fine di poter risalire all’eventuale causa di questo evento. Le operazioni saranno lente e laboriose perchè stiamo lavorando in una fase di precarietà anche delle strutture».

27 febbraio 2017

Articoli Consigliati

Top