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Crollo via Crispi, il risveglio nell’angoscia: è caccia alle prove

CATANIA

Gli inquirenti non escludono la natura dolosa e non hanno l’assoluta certezza che sia stata una bombola di gas a far saltare tutto per aria. Si indaga da ieri ma ancora sono numerose le ombre sulla vicenda.

Lì, in via Crispi 111 i vigli del fuoco scavano senza sosta da tutta la notte. Alle 8 il cambio e altre due squadre sono entrate in azione. È caccia agli indizi per confermare l’ipotesi che al momento risulta più accreditata ma non certa e cioè che a far crollare quella palazzina sia stata proprio la deflagrazione di una bombola di gas. Forse una tragedia annunciata o forse no. Da una prima ricostruzione sembrerebbe che l’esplosione sia partita dall’appartamento di uno dei feriti gravi: un uomo di 60 anni che pare soffra di problemi psichici. Alcuni vicini sostengono di averlo sentito litigare con qualcuno sabato. Poi avrebbe eseguito dei lavori in casa forse con un trapano ma non si sa cosa sia realmente successo all’interno di quell’abitazione. Una cosa è certe l’odore acre di gas era stato avvertito dagli altri condomini già durante la sera.

Stamattina regna il silenzio, la zona è transennata. I due palazzi adiacenti vuoti. Un enorme squarcio è ciò che resta di quell’edificio all’interno del quale vivevano sei famiglie. Un silenzio assordante, testa china, si lavora e basta. Si tenta di tornare alla normalità.

I detriti in strada sono spariti quasi del tutto. Oggi bisogna portar via le macerie dalla parte interna degli appartamenti. Quell’enorme cumulo di macerie costituite da solai, pareti, e pavimenti. Poi alziamo gli occhi e rimaniamo colpiti da un cavalletto con due quadri… qualcuno in quella casa amava dipingere. Una passione oppure un sogno, oggi forse sfumato. Un enorme boato nel cuore della notte, e il crollo di tutte le certezze. Rimane solo l’angoscia.

L’angoscia di chi ha perso un parente e di chi prega per non perderlo. Il bilancio sembra essere definitivo: una vittima Agata Strano, pensionata di 85 anni e quattro feriti. Fra questi due gravissimi. Una bambina di 10 mesi con un trauma cranico ed un emorragia cerebrale. Ieri sera è stata sottoposta ad una tac per capire quali siano le sue condizioni encefaliche. Ma sono ore terribili anche per i parenti dell’uomo di 60 anni rimasto ustionato a seguito dell’esplosione. È ricoverato nella prima rianimazione dell’ospedale Civico di Palermo dove è stato trasportato in elisoccorso. I medici hanno definito le sue condizioni disperate, è intubato perché fatica a respirare.

E mentre è caccia agli indizi che possano confermare la tesi dell’esplosione della bombola di gas, proseguono le indagini della magistratura per disastro colposo.

27 febbraio 2017

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