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Il G7 a Taormina fra cantieri e proteste degli studenti

MESSINA

Taormina. Scatta il count down e iniziano anche le proteste. Siamo a tre mesi dal G7 che si terrà a Taormina il 26 e il 27 maggio e questo è lo scenario che si apre sotto gli occhi di tutti. Da una parte il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, che ieri ha assicurato che per maggio sarà tutto pronto anche se siamo già in ampio ritardo.

Il Consiglio dei Ministri ha stanziato quindici milioni di euro per la manifestazione e proprio ieri è arrivato il via libera ai cantieri con un’opera di restyling di dieci chilometri di arterie interne e della provinciale 10.

Dall’altra gli studenti universitari palermitani che hanno occupato la facoltà di Lettere e Filosofia dando vita ad una mobilitazione contro il G7 e oggi e domani ospitano l’assemblea internazionale “Fora u G7” diffusa attraverso la pagina Facebook “La Sicilia contro il G7”… Cosa dovremo aspettarci?

Gli studenti puntano il dito contro l’università che oggi sarebbe specchio di interessi privatisti e di potere. «Sono le aziende che decidono i progetti di ricerca – affermano – sono loro che stabiliscono budget e condizioni di lavoro perché sono i finanziatori. Le borse di studio necessarie per bandire i concorsi di dottorato – continuano in una nota – vengono in parte sponsorizzate da aziende e attori economici locali che ovviamente scelgono e blindano in accordo con i docenti procacciatori dei vincitori». E lo ribadiamo, siamo ancora solo a tre mesi di distanza dall’evento.

25 febbraio 2017

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