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Lo Monaco: «Tutti parlano del Catania: giù le mani, abbiamo già pagato…»

CATANIA

Dal Messina, alla nuova dirigenza della società giallorossa, passando per il Questore uscente. Le considerazioni di Pietro Lo Monaco nella lunga conferenza stampa di oggi.

«Negli ultimi tempi vedo che un po’ tutti si appropriano del caso Catania. Mi fa girare le scatole. Mi riferisco a interviste di ex dipendenti del Catania. Mi sembra che quando si parla di Catania ci deve essere attenzione. Il Catania è stato un esempio positivo per anni. Poi sono stati fatti degli errori, e non solo all’interno della società.

«Rispondo a quel dirigente dicendo che l’anno scorso hanno fatto miracoli (il riferimento è a Pitino) in una società che aveva tre direttori. Il Catania è continuamente sull’orlo del fallimento. Mi fanno ridere le società che gridano alle difficoltà quando hanno due milioni di debiti. Gli faremmo vedere cosa facciamo noi. Se il Catania dovesse vincere la finale dei conti, avrebbe vinto la Champions. E’ un tormento giornaliero.

«Per l’organico che ha il Catania non siamo soddisfatti del campionato fin qui disputato, anche se sul campo abbiamo fatto ben 43 punti.

Messina e Catania sul campo hanno quasi venti punti di differenza, ma questo non ci soddisfa a priori. Abbiamo l’obiettivo play off.

«Domenica se avessimo vinto, saremmo sesti in classifica, ma dobbiamo lottare. Anche il cambio di allenatore è stato dettato da questo.

«Faccio le mie congratulazioni al presidente del Messina, che dopo aver cercato varie squadre è finito dove voleva. Gli auguro di poter spendere quello che ho fatto io, lui lo farà sicuramente meglio perché è un vincente, come lui stesso è detto di essere. Però non deve dire che dopo Franza, a Messina non c’è stato niente, io non ho mai preso un punto di penalizzazione. Lasciando la squadra in Lega Pro e cedendola a zero euro.

«Quando subentra una nuova dirigenza, hanno tutti la faccia come il c…, a disegnare un’immagine contraria ci vuole un bel coraggio

«A Messina stanno preparando la partita della vita. Lo capisco. Capisco che per la nuova dirigenza partire con una vittoria sarebbe il massimo, ma affronteremo la partita come fosse l’ultima. Non ha sapore di un derby. Il derby è quello col Palermo. La affrontiamo con tutti i crismi.

«All’inizio di quest’anno solo cinque calciatori dello scorso anno costavano più del doppio di quelli. Pitino l’anno scorso ha speso 4 milioni di euro.

«Il Catania ha pagato non ci rompano più i c….. L’esempio di Cardona è un’altra situazione classica. (Il Questore uscente ha parlato di Finaria in difficoltà e di una società che potrebbe essere venduta se ci fosse la possibilità di farlo). Ha perso un’ occasione per stare zitto. Non compete a lui dire questo.

«Io quando sono arrivato a Messina ero innamorato di quella città. Ho visto però una città degradata. I mesinesi lo sanno, non possono prendersela con i politici di turno. La testa del messinese è così. A Catania è un altro mondo.

«Levate le mani dal Catania: lo dico a Pitino a Proto e a Cardona. Dopo i treni del gol il Catania è stato condannato: il Catania ha pagato, e gli altri?

«Comprendo come la stanno prendendo a Messina. Ho visto a Siracusa. Li capisco anche. Quando dico che ci sono venti punti di differenza, cercano di eliminare il gap con tensioni prepartita. Noi non siamo sprovveduti. Sappiamo cosa troveremo ma spero che le ultime due partite non lasciano strascichi.

«A Messina, ho vinto due campionati di fila. Situazione debitoria di 600.000 euro. Al di là delle chiacchiere, la storia parla per noi. Dovunque io sia stato ho fatto il  lavoro con responsabilità, cercando di far crescere le società. Non ho fallito quasi mai (nemmeno a Genova e Palermo, dove sono stato pochissimo). C’è chi dice che il suo nome vuol dire “primo”, io penso solo al Catania.

«Il tifoso vive l’espressione della gara, monta l’entusiasmo. Poi è arrivato Agrigento che è stato un pugno in faccia. Ma quelli bravi sono quelli che si rialzano.

«Noi abbiamo organico per poter giocare sia con il 4-3-3 sia con altri moduli. Per quanto riguarda l’allenatore è stato un cambio anche per non concedere alibi. Prima del Taranto, Petrone ha avuto pochissimo tempo, ha voluto schierarlo in un certo modo. Adesso si sarà fatto un’idea più chiara della situazione, anche se la difesa a 4 resta un suo dogma. Pozzebon e Tavares li vedo insieme, per i giocatori che abbiamo potremmo giocare anche col 4-2-4. Siamo forti, ma dobbiamo svegliarci.

«Lodi si allenerà con noi dalla prossima settimana, senza particolari risvolti. Questa è casa sua.

«Gli ex Da Silva e Anastasi si sono inseriti bene e sono ancora giocatori del Catania. Pozzebon a Messina ha fatto bene, ha fatto una scelta di carriera, d’accordo con la sua società».

24 febbraio 2017

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