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«Nessun accordo firmato»: la “strana” nota del Museo Egizio

CATANIA

Si può definire quantomeno anomala la nota pubblicata dal Museo egizio di Torino circa l’apertura di una propria sezione nella città di Catania.  Sul sito online del museo si specifica infatti come le notizie di un accordo raggiunto siano costruite sulla base di fonti non ufficiali. Così la Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino ha reso pubblica la propria posizione riguardo al progetto di trasferimento di una selezione di reperti egizi a Catania, presso il Convento dei Crociferi.

«Da circa un anno sono in corso incontri di approfondimento e verifica da parte del Museo Egizio per valutare la proposta ricevuta dalla Città di Catania, che è stata sin dall’inizio condivisa con il Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, con la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Torino».

«Nessun accordo si legge nel comunicato – è stato ancora firmato e sono tuttora in corso le opportune valutazioni di fattibilità del progetto al fine di produrre una bozza di accordo condivisa e definita dagli uffici legali dei tre enti coinvolti».

Una nota che mette in dubbio, dunque, la definizione dell’accordo che, ad onor di cronaca, sarebbe stato siglato lo scorso 30 gennaio.

«Se e quando verrà formalizzato l’accordo con Catania- continua il comunicato -, la selezione dei reperti egizi di età ellenistica destinati alla città etnea non sarà superiore ai 300 pezzi, selezionati fra i materiali custoditi nei depositi e non destinati, né ora né in futuro, all’esposizione permanente del Museo Egizio».

Pare che la precisazione sia arrivata dopo una protesta guidata dalla Lega Nord che ha prima organizzato una manifestazione e poi avviato una petizione contro il trasferimento dei pezzi a Catania.

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