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Agrigento, si riaccendono le ruspe: 13 immobili pronti a essere abbattuti

AGRIGENTO

Sono pronte a tornare in azione le ruspe della ditta Salvatore Patriarca di Comiso – azienda vincitrice dell’appalto – per abbattere 13 abusi edilizi perpetrati – e adesso passati finalmente in giudicato – dal 1992 al 1999.

Tredici immobili costruiti senza alcuna autorizzazione e presenti in piena zona “A”, ricadenti cioè nell’area del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento.

Dopo l’approvazione in Consiglio Comunale del Bilancio si è avviata la procedura negoziata vinta – appunto – dalla Patriarca srl di Comiso. La ditta ragusana è la stessa che si occupa da un anno delle demolizioni nella vicina Licata ed è anche l’azienda che – lo scorso 27 aprile – abbandonò i suddetti lavori in seguito a pesanti minacce ricevute in una lettera recapitata al titolare.

 L’allora procuratore capo di Agrigento , Renato Di Natale , definì la vicenda “di una gravità inaudita” e la ditta – in seguito – fu scortata dalle forze dell’ordine per tornare a svolgere il proprio lavoro.

E, ancora oggi, a Licata la situazione vive momenti di incertezza. Si attendono, infatti, direttive dalla Procura di Agrigento per avviare una nuova fase di demolizioni – che interesseranno abusi minori – dopo che la gara d’appalto è stata rinviata al prossimo 10 marzo a causa di due offerte al ribasso giudicate anomale.

Sul versante agrigentino, invece,  si attende l’ufficio Urbanistica Comunale che dovrà stilare il calendario delle demolizioni. In elenco ci sono 13 immobili che però potrebbero divenire 9 se – come pare – 4 di essi saranno abbattuti dai proprietari in forma privata.

23 febbraio 2017

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