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L’onda della scissione del PD arriva anche in Sicilia

Crocetta invoca chiarezza, il sindaco Orlando decide di correre da solo. La scissione del Pd ha risvolti anche a livello regionale. A tre mesi dalle elezioni amministrative per la città di Palermo nasce un fronte di oltre 250 “ribelli”: è la fronda dem che ha deciso di non accettare il diktat di Leoluca Orlando he voleva correre senza simbolo e ha deciso di non appoggiarlo verso la corsa di palazzo delle aquile. Senza dimenticare la corsa alle regionali di ottobre.
Crocetta ha presentato il suo nuovo movimento, che eredità l’esperienza del Megafono, si chiama #RiparteSicilia e dalle intenzioni di Crocetta sembra raccogliere gli sfiduciati Del Pd.

All’Ars i venti di scissione interessano al momento pochi deputati. Nell’orbita dei vari D’Alema, Bersani e Speranza ruotano l’assessore alla Formazione, Bruno Marziano e i deputati Mariella Maggio e Pino Apprendi. Per i resto nell’Isola si trovano nell’area della minoranza l’ex presidente della Regione Angelo Capodicasa, il siracusano Pippo Zappulla, e tutta una serie di dirigenti locali, da Ciccio Aiello a Vittoria al ragusano Gianni Battaglia ed Enzo Abbruscato a Trapani. A invocare invece, appelli all’unità del partito è Davide Faraone, il più vicino a Matteo Renzi dei big siciliani, che torna allo spirito originario della rottamazione e alla necessità di restare uniti per non lasciare il Paese ai populismi.

Un appello all’unità arriva anche dal deputato  Giuseppe Lupo, leader in Sicilia di Areadem, la corrente che a livello nazionale è capitanata da Dario Franceschini.Sulla stessa scia anche il sindaco di Catania Enzo Bianco che ha parlato di una scissione come di atto irresponsabile.

di Roberto Chifari

20 febbraio 2017

 

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