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Accorinti dopo il no alla sfiducia: «Vogliamo restare per continuare a lavorare per la città»

MESSINA

Tra dichiarazioni, polemiche da più parti e le dimissioni dell’assessore alla Cultura, Daniela Ursino, seguite a quelle di Luca Eller, ex assessore al Bilancio, a tre giorni dalla bocciatura della sfiducia in Consiglio Comunale, il sindaco di Messina Renato Accorinti e i suoi assessori – cui non è stato permesso di parlare nella seduta-fiume per la votazione della mozione mercoledì scorso – hanno tenuto stamani una conferenza stampa per dire la loro sulle presunte incapacità e mancanza di progettualità, che avrebbero persino prodotto un gap di 20 milioni di euro nel piano di riequilibrio 2014 – 2023.

«Abbiamo lavorato trovando un debito enorme e negli ultimi quindici giorni abbiamo iniziato a raccogliere i frutti di tre anni e mezzo di impegno, con progetti chiusi: dal Porto di Tremestieri, all’accordo per la Cittadella della Giustizia, alla riqualificazione dei quartieri, solo per citarne alcuni», ci ha detto il primo cittadino che, sulla mozione di sfiducia che non è passata, ha dichiarato: «Ci siamo e ci vogliamo restare, per continuare a lavorare per la città, senza burattinai che muovono le fila».

Ciliegina sulla torta nel marasma delle critiche, la visita ieri di una delegazione dell’Ambasciata cinese, che ha chiesto la rinuncia all’invito nei confronti del Dalai Lama per conferirgli la cittadinanza onoraria: per Accorinti un’inaccettabile ingerenza.

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