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Intimidazione a Gibilaro, nel cantiere trovata una testa di cane

AGRIGENTO

Porto Empedocle. Le cosche mafiose della Valle dei Templi alzano il tiro. Nel mirino, il presidente della Betton Calcestruzzi Gerlando Gibilaro che si è visto recapitare una testa di cane mozzata all’interno del cantiere di lavoro a Piano Gatta. Immediatamente è partita la chiamata alle forze dell’ordine ed ora indagano gli inquirenti. I fatti risalgono a tre giorni fa ma la notizia è stata data solo ora. La pista privilegiata è quella dell’intimidazione e della reazione al lavoro che l’imprenditore empedoclino sta svolgendo. Infatti Gibilaro, oltre ad essere il numero uno della Betton Calcestruzzi, è anche presidente dell’associazione antiracket “Libero futuro” costituitasi nei mesi scorsi proprio ad Agrigento. Una scelta di coraggio, quella di Gibilaro. Una scelta che ad Agrigento si allarga sempre più ad esponenti imprenditoriali, decisi a non piegarsi alle richieste di pizzo. Il presidente della Betton Calcestruzzi è già noto alle forze dell’ordine. Insieme all’altro titolare della ditta di Porto Empedocle, Salvatore Guarragi, fu coinvolto nell’operazione “Nuova Cupola con l’accusa di estorsione aggravata. Arrestato, insieme ad altre decine di persone, l’uomo trascorse un lungo periodo in carcere prima di ottenere due assoluzioni in primo e secondo grado. Nell’ultimo processo a sua carico Gibilaro ottenne dalla Cassazione il respingimento di un ricorso della Procura di Palermo contro la sua seconda assoluzione.  Da allora è stato reinserito nella “White List” della Prefettura, ovvero nell’elenco delle aziende che possono operare liberamente sul territorio perchè lontane da dinamiche mafiose.

16 Febbraio 2017

 

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