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Omicidio Loris: il Gup «Madre spregiudicata»

RAGUSA

«Un‘assassina lucidissima e senza pietà». Depositate le motivazioni della sentenza con cui il Gup di Ragusa Andrea Reale, lo scorso mese di ottobre ha condannato a 30 anni di carcere Veronica Panarello per l’omicidio del figlio Loris Stival, 8 anni appena, ucciso nel novembre del 2014 a Santa Croce Camerina, nel Ragusano. Sono oltre 190 pagine, 29 capitoli. Lì dentro c’è la storia processuale della donna. L’inizio di tutto, le sue dichiarazioni, le prime parole le perizie.

Il giudizio è netto: «La condotta processuale della donna è stata deplorevole, reiteratamente menzognera, calunniosa, manipolatrice. Va assolutamente confermata e fatta propria in questa sede la definizione laconica del giudice del riesame nella persona dell’imputata: ‘Lucidissima assassina’». Ancora più duro Reale – scrive oggi l’Agi -: «All’esito del processo l’espressione appare persino benevola perché oltre alla evidenza della piena capacità di intendere e di volere dell’imputata dal momento del fatto, questo giudice ritiene di potere evidenziare la pravità d’animo con la quale la donna, senza alcuna pietà e senza un benchè minimo pentimento, neanche dopo avere commesso il più innaturale dei crimini, ha occultato il cadavere del figlio».
Duro il commento del Gup anche sul tentativo da parte di Veronica di coinvolgere Andrea Stival, il suocero, che a un certo punto chiama in correità, accusandolo materialmente del delitto: nessun elemento, afferma il giudice, fa dubitare che la donna si trovasse sola in casa quando ha ucciso il bambino. E la chiamata in causa del nonno del piccolo viene definita «un espediente perfido e malvagio, capace di distruggere tutti gli ultimi baluardi affettivi della famiglia Stival, inoculando una dose ulteriormente letale di veleno dentro quel nucleo già profondamente colpito dall’assassinio efferato di Loris».

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