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Crack Aligroup: arriva l’annullamento del sequestro da 19 milioni

CATANIA

Il sequestro di oltre 19 milioni di euro è stato quasi del tutto annullato. Si è pronunciato oggi il tribunale del Riesame di Catania sulla vicenda Aligroup.

Nel mirino sono finiti nove amministratori sia giudiziari sia gestori di fatto e di diritto di società coinvolte, secondo l’accusa, nella distrazione, nella dissipazione e nell’occultamento delle risorse finanziarie della società attiva nel settore della grande distribuzione alimentare.

I riflettori sono stati puntati su una presunta bancarotta e il gip ha emesso il provvedimento che il 12 gennaio scorso era stato eseguito dalla guardia di Finanza. Ma tutti gli indagati hanno presentato ricorso al tribunale del Riesame e i giudici hanno annullato il sequestro dei beni per l’imprenditore Sebastiano Scuto anche se non del tutto; infatti il provvedimento rimane ancora attivo per la società Fruttexport srl che sempre al capo dell’Aligroup, Scuto, fa riferimento.

Di contro è stato disposto l’annullamento totale per i rapporti bancari degli altri indagati. Moglie e figlio dell’imprenditore: Rita Spina e Salvatore Scuto; Salvatore Muscarà; Salvatore Lazzara; Francesco Tomarchio e Carmelo Frasca.

Posizione diversa per Domenico Spina che non ha presentato ricorso e per Angelo Giordano che lo ha ritirato prima della discussione. La guardia di Finanza ha indagato a lungo su operazioni commerciali fra l’Aligroup e alcune delle società della famiglia Scuto. Società che sarebbero servite a distrarre le risorse finanziari del gruppo.

Per fare un esempio dall’attività investigativa sono stati accertati rapporti di fornitura con la Fruttexport Srl a prezzi triplicati rispetto a quelli normalmente praticati sul mercato. Questo ha portato ad un depauperamento delle casse della Aligrup Spa e allo stesso tempo ha permesso alla società di raggiungere enormi volumi d’affari rispetto alla media del settore. Ma nell’inchiesta sarebbero finite anche presunte operazioni immobiliari distrattive con altre società quindi il sequestro da 19 milioni e oggi il quasi totale annullamento del provvedimento.

12 febbraio 2017

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