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Riccardo Fiore: da pugile ad allenatore, il sogno continua


  1. CATANIA

Per Riccardo, 48 anni di Catania, il pugilato è sempre stata la passione più grande. L’obiettivo era uno soltanto: indossare i guantoni e farsi strada con coraggio e sacrifici nel mondo della boxe. Oggi Riccardo, dopo una buona carriera da pugile, rivive l’emozione di rimettersi in corsa, ma lo fa in veste di allenatore, tentando di trasmettere ai suoi allievi la sua grande passione.

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Riccardo Fiore è un allenatore di pugilato esordiente, ma nella sua carriera di match ne ha disputati oltre 130. All’orizzonte potrebbe però profilarsi una nuova avventura: da qualche giorno ha ricevuto la notifica ufficiale di convocazione da parte della federazione pugilistica italiana. Il motivo? Uno stage, in programma tra il 23 febbraio e il 5 marzo, all’interno della caserma militare di Cerignola, che ha lo scopo di insegnare le basi della boxe alla fascia di età juniores e youth.

«Vedo la convocazione della federazione come un premio per il lavoro e gli sforzi profusi in questi anni sia da pugile che da allenatore – dichiara Riccardo Fiore – il pugilato è sempre stata la mia passione più grande e poterla tramandare ai ragazzi trovo sia di grande stimolo».

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La convocazione è un punto di partenza, ma prima di diventare tecnico, Fiore era un atleta conosciuto in ambito nazionale: «All’età di 13 anni ho conosciuto il pugilato e mi sono innamorato. Ho fatto la classica scalata da novizio a professionista, poi sono entrato nel giro della nazionale e, nel 1988 e 1989, ho vinto i campionati europei con le Fiamme Oro della Polizia di Stato. Ho partecipato anche a diversi match internazionali con la nazionale, i sacrifici sono stati tanti ma non ho mai avuto rimpianti».

Quella di Riccardo è stata una carriera intensa, nonostante alla giovane età di 27 anni uno stop forzato lo abbia costretto al ritiro. Un serio problema alla retina dell’occhio lo ha indotto ad abbandonare il ring, ma non il pugilato. Quello è un amore che non passerà mai, afferma Riccardo Fiore: «L’idea è stata quella di aspirare a diventare un allenatore di boxe e aiutare le nuove generazioni ad affermarsi in questo bellissimo sport – continua Riccardo – Così ho deciso di aprire una palestra (Primo Round) e mettermi nuovamente in gioco».

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Riccardo tiene a dare un buon esempio ai suoi ragazzi, insegnando loro l’umiltà e il sacrificio: caratteristiche che per lui non devono mai venir meno: «Soltanto con gli sforzi i giovani potranno realizzare i loro sogni. Perché il pugilato? Consiglio questa disciplina perché la ritengo completa. Allena tutti i muscoli e forma sia strutturalmente che mentalmente. Anche il ragazzo più debole può avvicinarsi al pugilato, io dico sempre che la forza è l’ultima caratteristica. Prima viene l’intelligenza».

12 febbraio 2017

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