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Report sulla differenziata: una verità che non tiene conto della realtà

CATANIA

«Il report sulla raccolta differenziata in provincia di Catania, pubblicato nelle ultime ore e stilato dall’ufficio speciale regionale, è una mezza verità che non tiene conto dei disastri causati in questi anni dal governo Crocetta, capace di far sprofondare nel caos e nell’incertezza anche un settore così delicato. La classifica, infatti, ignora le difficoltà che stanno vivendo quotidianamente decine di comuni che non riescono ad avviare il loro ambito di raccolta ottimale per colpa di gare d’appalto non ancora definite o mai partite (come quella del Comune di Catania, la cui entità è economicamente non sostenibile da un’azienda di media portata), ritardi nell’approvazione degli stessi Aro ed inerzia nella definizione dei procedimenti per la realizzazione dei centri di raccolta. Il tutto, in diversi casi, aggravato anche dalle soventi difficoltà riscontrate dai comuni nel reperire impianti di conferimento disponibili, da cambi d’appalto traumatici e da vertenze che vedono protagonisti i lavoratori sempre più bistrattati. Senza parlare del continuo ricorso a proroghe, talvolta incontrollate, tutte quelle volte in cui le amministrazioni comunali non riescono ad affidare correttamente gli appalti trovando aziende aggiudicatarie impreparate ad assumere l’incarico, oltre alla confusione provocata sempre dalla Regione dal costante ricorso a nuovi soggetti di coordinamento, come se non bastasse che già prima gli Ato e poi le Srr hanno contribuito a devastare un sistema già malato».

Lo affermano Giacomo Rota, Fortunato Parisi e Giovanni Musumeci, rispettivamente segretari generali di Cgil, Uil e Ugl Catania, insieme a Gaetano Agliozzo, Stefano Passarello e Santo Gangemi, segretari delle federazioni Fp Cgil, Uil Fpl e Ugl Igiene ambientale che aggiungono: «Comprendiamo la necessità, da parte del governo regionale, di porre rimedio all’emergenza attraverso il ricorso alle ordinanze, il cui prodotto ad oggi è stato quello di ottenere timidi risultati mettendo in croce i sindaci, costretti a correre ai ripari con in mano il solo strumento della contingibilità. Anziché usare il bastone delle penalizzazioni Crocetta, da buon padre di famiglia, usi la carota ed aiuti i primi cittadini dei centri in emergenza, comprendendone i problemi ed attuando tutte le misure concrete possibili per portarli a livello delle realtà che hanno avuto la capacità di essere virtuose. Lo chiedono a gran voce i lavoratori che, giorno dopo giorno, nella maggior parte dei casi stanno operando in un clima di incertezza e sfiducia per lo sviluppo sostenibile del settore ed il mantenimento dei livelli occupazionali. E’ assurdo tutto ciò – concludono i sindacalisti catanesi – se pensiamo che quando ancora in Sicilia la spazzatura è un problema che la politica e la burocrazia non è capace di affrontare seriamente, in molte parti d’Italia e nel resto d’Europa i rifiuti sono da decenni una risorsa da valorizzare grazie alle buone pratiche attuate».

11 febbraio 2017

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