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Meno agenti in strada e più mansioni, Celano: «Siamo ridotti ai minimi termini»

CATANIA

Personale all’osso per la polizia Municipale di Catania. Aumentano gli incarichi e le competenze ma si riducono, per sopraggiunti limiti d’età, gli agenti a disposizione di Catania. Oggi sono circa 390 ma, secondo le proiezioni future, nel 2020 saranno meno di 200 a dover gestire una Città di circa 300.000 abitanti e con oltre 80.000 pendolari che quotidianamente, dall’hinterland, raggiungono il capoluogo etneo.

« E’ chiaro che tutto questo si ripercuote sui servizi che forniamo alla collettività- spiega l’ispettore capo Gaetano Celano, coordinatore Cgil della polizia municipale di Catania-. Allo stesso tempo dobbiamo affrontare problemi di altro carattere. Il contratto nazionale del lavoro, infatti, che risale al ’99, presenta un “buco” sull’interpretazione della legge quadro che crea oggi una situazione incresciosa. In particolare, è l’articolo 7 della stessa, che organizza la struttura della polizia municipale, ha destare maggiori perplessità.

La normativa- prosegue Celano-  stabilisce una piramide a tre livelli dove figurano gli operatori, gli addetti al coordinamento e controllo, i dirigenti e il comandante. Con la nuova interpretazione e applicazione della norma vengono utilizzati i vigili allo stesso livello e nella stessa fascia di inquadramento degli agenti e questo ovviamente crea malcontento».

Se non siamo al collasso per corpo della Polizia Municipale di Catania, ci si va molto vicino. Ed i numeri sono impietosi. L’ultimo concorso per l’arruolamento, infatti, risale all’86. Oggi l’età media è di circa 55 anni ed a fine del 2017 quindici agenti andranno in pensione. Di questo passo tra cinque anni si avrà praticamente un vigile urbano ogni 2.000 abitanti con competenze in continuo aumento e una normativa ancora tutta da chiarire.

11 Febbraio 2017

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