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Aggressione medico Garibaldi: in tanti esprimono solidarietà

CATANIA

Decine di messaggi di solidarietà al corpo medici e, in particolare, a Giovanni Cannavò, il medico aggredito ieri con calci e pugni all’ospedale Garibaldi di Catania. La esprime il deputato regionale Luca Sammartino che parla di «ennesimo episodio inconcepibile. Bisogna migliorare la medicina territoriale». E’ un clima di ribellione dice il sindaco di Catania, Enzo Bianco. «L’allarme – ha detto – è immediatamente scattato e l’aggressore è stato bloccato e condotto in Questura. Ma limitarsi alla repressione non basta: occorre che tutta la comunità catanese rifletta su queste vicende inquietanti». Parla di imbarbarimento diffuso, invece, l’on Giuseppe Arcidiacono. «Si tratta di un episodio intollerabile di violenza, nei confronti di un professionista che ha avuto, come unica colpa, quella di svolgere con correttezza il proprio compito. E’ d’obbligo incrementare sorveglianza e sicurezza negli ospedali, a tutela dei cittadini per bene, la stragrande maggioranza, e di chi vi lavora, che deve potere operare con serenità».

«Il pronto soccorso dell’ospedale Garibaldi – sottolinea il segretario generale della Cisl Catania Armando Coco – per la sua centralità e l’affluenza rappresenta storicamente un punto di riferimento per il servizio di emergenza del centro di Catania. Per questo auspichiamo il potenziamento delle misure di controllo». Parla anche Giovanni Musumeci, segretario generale territoriale della Ugl convinto che occorra un’attività di prevenzione a monte, e di soppressione a valle del fenomeno, con la presenza a posto fisso dell’esercito, a fianco della vigilanza privata».

E’ un coro unanime di solidarietà e di richieste di maggior sicurezza negli ospedali siciliani.

10 Febbraio 2017

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