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La lettera della moglie del Carabiniere inviata al pres. della Repubblica

MESSINA

Se non fosse perché ci troviamo nell’anno 2017, sembrerebbe che la persecuzione di Diocleziano – la più grave persecuzione nei confronti dei cristiani nell’Impero romano del 303 d.C., a cura degli  imperatori Diocleziano appunto, Massimiano, Galerio e Costanzo Cloro che emisero una serie di editti volti a revocare i diritti legali dei cristiani – per lo sfortunato appuntato dei Carabinieri, noto per il caso del proprio avvocato di “sfiducia” Antonio Fiumefreddo su cui a breve pende un’imputazione coatta per infedele patrocinio e truffa – Salvatore Favara, sembrerebbe che il tempo si sia fermato.

Giusto per fare una “volata a bassa quota” sui fatti che lo riguardano e che riguarda anche l’ex proprio avvocato Antonio Fiumefreddo – tra l’altro i fatti sono stati trattati anche dai media nazionali – l’appuntato scelto della Benemerita Salvatore Favara, denunciò anche due medici dell’infermeria presidiaria di Messina,  ossia due ufficiali medici dell’Arma, giacché quest’ultimi sui certificati medici, e pertanto su atti pubblici, attestarono che l’appuntato Favara stava “male di testa”, per meglio dire, presentava disturbi psichici – cosa quest’ultima assolutamente non vera, giacché ampiamente provata da numerose e affidabili visite specialistiche da Enti pubblici.

Il fatto tragicomico fu – riferito ai due ufficiali medici tra l’altro non specialisti in psichiatria – che la dottoressa pluri specialista in psichiatria e all’uopo utilizzata all’interno della struttura dell’Arma, sui certificati medici asseriva che il Favara era “sano come un pesce”, mentre per i due ufficiali, sulla base di loro e solo loro fantasiose diagnosi, asserivano che il Favara era ammalato. Questa vicenda finì in tribunale perché come abbiamo già detto, l’appuntato Favara (trasferito a Messina dopo le denunce fatte verso i suoi superiori), “per difendersi” dalle più che discutibili decisioni dei due ufficiali medici dell’Arma che gli imposero senza necessitare una lunga convalescenza, registrò all’insaputa dei suoi superiori le loro conversazioni per poi portarli come prova in tribunale. Ma inspiegabilmente quest’ultima vicenda fu archiviata perché – si legge nella motivazione dell’archiviazione –  gli autori  delle presunte malefatte  (gli ufficiali medici dei Carabinieri) a danno del Favara – scrisse quel pm – risultarono anonimi.

Gli ufficiali medici dei Carabinieri anonimi? Gli ufficiali medici di un preciso importante comando regionale dell’Arma a Messina? E qui c’è da dire che quel pm della Procura di Catania, forse non si sforzò molto a chiedersi chi mai fossero gli  unici pochi sparuti ufficiali medici della infermeria presidiaria di Messina  –  e comunque certamente non stiamo parlando del Massachusetts General Hospital di Boston con circa 800 medici…

Qualcuno si chiederà: perché il Carabiniere Favara non ha fatto opposizione alla decisione del pm? E la risposta arriva rapida e veloce come una freccia: l’appuntato Favara, per difendersi da tutte queste vicende, ha speso un patrimonio… e quindi solo per una dannata necessità finanziaria non poté difendersi… ma chissà più avanti…

Comunque sia e fatta la premessa, e pacifico che è giurisprudenza che l’archiviazione non significa assoluzione, e la palla passava ai superiori gerarchici dello sfortunato appuntato. E adesso toccava ai superiori del Favara  segnare in porta… e così gli notificano poi un bel procedimento disciplinare! Perché? Perché il Favara, non quanto perché aveva accompagnato la propria moglie poiché invitata in un convegno a Roma (organizzato da un sindacato che tutela gli uomini in divisa) dove la stessa avrebbe protestato sugli accadimenti sul conto del marito ma, perché indossava invece, una cravatta con un minuscolo stemma dell’organizzazione associativa!     
Ora, siccome l’appuntato Favara, che non prese parola, che stava lì tra l’affollato pubblico composto da carabinieri, finanzieri, militari  di varie giubbe e colori, sarà stato punito solo per la cravatta?! Ma non è finita, perché poi ancora per il “perseguitato” appuntato Favara, da recente arriva ancora un altro procedimento disciplinare a seguito di quella archiviazione dove lui aveva “osato” registrare all’insaputa dei suoi  superiori che per forza lo volevano far credere un matto. Insomma, ad un tratto per l’Arma di Messina, come per magia, gli ufficiali ignoti diventano noti! Per quel pm gli ufficiali medici e la specialista in psichiatria rimanevano ignoti e quindi non si poté procedere, mentre invece, per i superiori gerarchici dello stesso Favara gli ufficiali medici diventano noti! Insomma, che si mettano d’accordo!

In conclusione, siccome noi italiani non sopportiamo più le angherie e i soprusi  verso i lavoratori in divisa, non sopportiamo sentire dire di famiglie appartenenti alle forze di polizia che si tolgono la vita per le problematiche all’interno delle caserme, e che guarda caso vengono sempre contrabbandate per problematiche personali, noi di “Indiscreto”, pubblichiamo la lettera di accorato aiuto della moglie del Carabiniere, ormai spossata dalle vessazioni verso il proprio marito.

E per meglio precisare, una copia della presente è già stata inviata al Presidente della Repubblica affinché sappia e magari possa intervenire… nel contempo diamo triste notizia che un’altro nostro fratello italiano, un giovane maresciallo dei Carabinieri, che da circa un anno comandava la stazione di Vallelunga Pratameno, in provincia di Caltanissetta, si è tolto la vita nella notte fra lunedì 30 e martedì 31 gennaio in un alloggio della caserma, uccidendosi con la propria arma d’ordinanza…

Massimo Scuderi – L’INDISCRETO

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Ill.MO  Presidente della Repubblica 

Mi chiamo Concetta Malerba, e mi pregio di esser moglie dell’Appuntato Scelto Favara Salvatore che, attualmente, presta servizio presso il Comando Stazione Carabinieri di Messina Principale.

Come moglie di un Carabiniere, sento il dovere di esprimere il mio rammarico, nei confronti di alcuni appartenenti all’Arma dei Carabinieri, che mi spingono  a  scriverle, sia per me, la mia famiglia e soprattutto per mio marito che ama  esser Carabiniere.

A distanza di cinque anni,per tutte le vicende che hanno visto forzatamente coinvolto mio marito,  l’Arma pare non aver mai voluto approfondire molte delle verità nascoste di una intricata inquietante vicenda che vede coinvolta tutta la mia famiglia. Mentre invece, i superiori gerarchici di mio marito, l’appuntato scelto Salvatore Favara, hanno dimostrato viceversa un dinamismo nell’aprire diversi procedimenti disciplinari verso il proprio subordinato –  mio marito – e che essi al quanto discutibili, servono solo a renderlo più forte e combattere  nelle sedi opportune le vessazioni  che purtroppo ancora è costretto a subire.moglie carabieniere 1 - UltimaTv

Mio marito viene attualmente mortificato con continue punizioni,  ed ad esempio una: sol per aver indossato una cravatta durante un congresso svoltosi a Roma, organizzato da una associazione che difende i diritti di tutti i militari. In quell’occasione, mio marito ebbe solo ad accompagnarmi  senza mai prendere parte con parole o scritti, ma indossava “la cravatta”.

Vorrei gridare ai vertici dell’Arma, che se mi sono mostrata e ho accettato l’invito della detta associazione, è stato solamente perché costretta dalla indifferenza dei superiori gerarchici di

mio marito.Lo trovo ingiusto che nonostante io abbia  a suo tempoinformato i vertici dell’Arma sugli inquietanti accadimenti, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri compreso, circa le vessazioni che subiva mio marito, la risposta è stata un “silenzio assordante”.

Non riesco a comprenderneil perché, nei confronti di mio marito siano stati presi istantanei provvedimenti per motivi forse eccessivamente futili (la cravatta con un piccolo logo), e  per contraltare invece, non sono stati presi provvedimenti  nei confronti di quei due ufficiali medici che asserivano forzatamente che mio marito era “non idoneo psicologicamente…” e loro mentivano pur sapendo di mentire, poiché  mio marito era, ed è sempre stato sano come un pesce!

Ed anche quel pm della procura di Cataniache ritenne di archiviare il caso, a seguito di una denuncia verso tre ufficiali  dell’arma, portando in Procura le registrazioni effettuate all’insaputa dei suoi  superiori che per forza lo volevano far credere  un matto. Il pm, motivò l’archiviazione stessa  asserendo che sia gli ufficiali medici dell’Arma dei Carabinieri (denunciati da mio marito) che la dottoressa in psichiatria, rimanevano ignoti (sic!) Ignoti, i tre ufficiali medici dell’Arma, e la specialista in psichiatria che lavora dentro la caserma? Ma un’archiviazione, non significa assoluzione… e mio marito denunciandoli  diceva il vero…

Signor Presidente, perché mi chiedo tutto questo accanimento verso mio marito? Perché Signor Presidente?lui voleva difendere la dignità di se stesso, della propria famiglia, la mia famiglia! ecco il perché fu costretto suo malgrado a denunciare i propri superiori che attestavano una non verità…perché lui, non aveva nessuna patologia…e forse magari qualcuno  voleva che l’avesse…ma la verità trionfa sempre.

L’archiviazione, nella giurisprudenza non significa assoluzione…, lo ribadiscoe non è detto che non tenterò di far riaprire questa archiviazione,  e questa volta invece con i nomi “noti!”

Sempre fiera, di esser moglie di un Carabiniere.

Reggio di Calabria 27 gennaio 2017
Con osservanza,
Concetta Malerba

7 febbraio 2017

 

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