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La Rosa su AMT: «dimissioni operative dal 10 febbraio, ma titoli in regola!»

CATANIA

Sulla vicenda delle dimissioni di Puccio La Rosa, presidente dell’AMT e del consigliere d’amministrazione Raffaella Mandarano che hanno ritenuto opportuno presentare al sindaco di Catania Enzo Bianco,«la decisione – spiega La Rosa – nasce dall’esigenza di modificare in tempi brevi lo statuto della società per ottemperare alle modifiche imposte dalle recenti normative sulle aziende partecipate e, soprattutto, agli adeguamenti dettati dalle nuove necessità societarie. In questo contesto infatti – prosegue – considerato l’atto di citazione con il quale il collegio sindacale dell’azienda ha impugnato del tutto illegittimamente e infondatamente  la delibera di nomina del nuovo c.d.a  del 22 settembre 2016, al fine di evitare anche solo potenziali conflitti di interesse o strumentalizzazioni o dietrologie o faziosi attacchi politici all’azienda, all’amministrazione comunale e alle nostre stesse persone, il consigliere Mandarano e io abbiamo ritenuto opportuno nel superiore interesse della Società e della comunità cittadina rassegnare le nostre dimissioni dall’incarico di presidente e componenti del C.d.A. di AMT Catania S.p.A. per consentire all’Assemblea dei Soci e al Comune di Catania di adottare in totale e serena autonomia tutte le necessarie decisioni in ordine alle modifiche da apportare allo statuto societario».

Onde evitare equivoci e interpretazioni varie,  le dimissioni comunque, saranno operative a far data dal prossimo 10 febbraio, primo giorno utile in cui, precisa La Rosa: «ho provveduto a convocare, nel rispetto dei termini previsti dallo statuto, l’assemblea straordinaria della società nella quale si potrà  provvedere alla nomina dei nuovi consiglieri di amministrazione».

Ma La Rosa tiene a ribadire che: «il titolo di studio, le competenze e le esperienze professionale tanto mie quanto e del consigliere Mandarano sono assolutamente rispondenti alle prescrizioni dello statuto dell’AMT Catania S.p.A. per come già incontrovertibilmente dimostrato con le controdeduzioni, i pareri pro veritate e la documentazione inviate al Socio proprietario e depositate in Azienda e che, pertanto, la decisione di dimettersi nasce, esclusivamente, per evitare illazioni e fraintendimenti dovendo il C.d.a. operare sullo statuto sociale seppure per obbligo di legge e per necessità aziendali».

APPROFONDIMENTO NEL TG

2 febbraio 2017

 

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