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In aumento i casi di infezioni ossee: 30mila l’anno, 4mila in Sicilia

PALERMO

Ogni anno in Italia si verificano oltre 30 mila casi di nuovi infezioni ossee, con un trend di crescita di oltre il 3% annuo. A lanciare l’allarme è Girolamo Calsabianca, segretario nazionale Anio Onlus, l’associazione nazionale per le infezioni Osteo-articolari, nata nel 2000, e presente in tutta Italia con coordinamenti regionali e provinciali.

Le evidenze tra le strutture del Nord – ben attrezzate – e quelle del Sud e in particolare della Sicilia dove, fatta eccezione per alcuni esempi privati, l’ortopedia è considerata “un grave problema” dove si registrano ancora i cosiddetti viaggi della speranza: «Nel 2007 i ‘Drg’ di fuga erano pari a un costo di 14 milioni di €, andavano via dalla Sicilia 6/7.000 persone – racconta -. Al 2016 non abbiamo il dato preciso, la Regione lo detiene e noi prima ne avevamo accesso. Poi, dopo le nostre verità sull’eccesso di amputazioni nell’Isola, abbiamo cominciato ad avere difficoltà a reperirlo: nelle nostre strutture di Milano e Cortina, registriamo all’anno circa 4 mila contatti, quindi abbiamo 1800-2000 casi di ‘fuga’, anche se noi tendiamo a far restare il paziente in Sicilia».
In 17 anni di attività Anio – nata a Palermo dove manitene la sede operativa – grazie al sostegno di oltre 130 mila associati ha fornito supporto logistico e informativo a tutti coloro che sono affetti da infezioni dell’apparato scheletrico; ha promosso la ricerca scientifica e stipulato convenzioni con le aziende sanitarie; ha realizzato iniziative per promuovere il riconoscimento di tutte le tutele sanitarie e sociali per i malati.

«In Italia – prosegue Girolamo Calsabianca – abbiamo superato i 30 mila nuovi casi di osteomieliti annui, 4 mila nella sola Sicilia. Si manifesta molto di più il problema del diabete e la protesizzazione ormai viene fatta con molta facilità anche a un 50enne. Noi invece siamo molto conservativi. L’utilizzo della protesi esterna è per noi l’ultima ratio. Conosco osteomielitici che hanno perso un arto. Per tanti il momento della protesi è stata la morte psicologica».
Attraverso la propria azione, Anio cerca di fornire ai medici supporti di professionisti specializzati, anche a distanza.
«E’ un servizio per i cittadini e le strutture ospedaliere, consulenze a costo zero – precisa Calsabianca -. Così facendo, il paziente non deve viaggiare, rimane nel suo letto ospedaliero e può contare su referti esterni veri e propri da poter inserire in cartella clinica».
Un servizio che in Sicilia in particolare, ha una speciale ragion d’essere, dal momento che nell’Isola «l’ortopedia è un grande problema a livello pubblico, perché non si è mai veramente investito in strutture d’eccellenza che invece a livello privato esistono. Nell’ultima finanziaria – sottolinea – abbiamo avuto un taglio circa 100 mila euro rispetto all’anno precedente, e il tutto dopo aver gestito migliaia di soggetti. La nostra fonte di sostentamento – conclude Calsabianca – sono i 130 mila associati in tutta Italia, 13/14 mila in Sicilia. Chiediamo un maggiore supporto economico e una collaborazione concreta con l’istituzione regionale per far fronte a problemi complessi».

31 gennaio 2017

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